Verde a Rimini, Davide Frisoni (FI): "Esiste un vincolo su Piazza Malatesta"
Davide Frisoni, coordinatore di Forza Italia per il Comune di Rimini, risponde così alla assessora alla transizione ecologica Anna Montini, sulla desigillazione del suolo per contenere il cambiamento climatico sulla base del Piano del Verde (vedi la notizia):
"Vogliamo piantumare alberi nei luoghi e nelle piazze più frequentati ed esposti al sole, magari partendo proprio da Piazza Malatesta, dove la riqualificazione aveva portato all’abbattimento di numerose piante." (cit.). Ci voleva l'approssimarsi della campagna elettorale per assistere alla "folgorazione sulla via di Damasco" dell'amministrazione comunale. Oggi scoprono improvvisamente che in città il verde è sparito. Una vera e propria ammissione di colpa, nascosta dietro le solite dichiarazioni di facciata. La strategia è sempre la stessa: bisogna far vedere di essere sensibili, "sul pezzo" e pieni di idee per il futuro. Poco importa se quasi nessuna di queste promesse sia realmente realizzabile: in campagna elettorale promettere è lecito, ed è una ricetta che la politica applica con successo da decenni.
I fatti, purtroppo, raccontano un’altra storia. Piazza Malatesta è stata trasformata in una vera e propria fornace d'asfalto e cemento, invece di essere valorizzata come uno dei siti archeologici più importanti della Regione. L'area è stata spogliata delle sue alberature per far spazio a megaschermi e palchi per eventi. Invece di tutelare l'ambiente e la storia di Rimini, si è preferito investire denaro pubblico nella cementificazione e nel controverso progetto di illuminazione firmato da "un noto progettista" (definizione usata dall'amministrazione, anche se nessuno sa chi sia... ed è forse meglio per lui). Il risultato? Una piazza dal sapore "circense", i cui giochi di luce non funzionano ormai da anni.
I nodi, però, arrivano al pettine. L'Assessore Anna Montini è al corrente del fatto che su Piazza Malatesta pende un vincolo di intoccabilità e che qualsiasi intervento azzardato rischia di configurarsi come danno erariale? Viene da chiedersi se all'interno della maggioranza ci sia un reale confronto o se ciascuno lanci proposte a caso, convinto che i cittadini "si bevano tutto". O forse, pur essendo ben consapevoli dei limiti normativi ed economici, si sceglie di tirare dritto con la solita logica del: "Chissenefrega, tanto i soldi sono dei cittadini, mica i nostri"? Rimini merita risposte chiare, non l'ennesimo spot elettorale sulla pelle dell'ambiente e delle casse pubbliche".










