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Degrado in centro a Rimini

Va all'asta quel che resta del "Supercinema": si parte da 821mila euro

In foto: quel che resta del Supercinema a Rimini
quel che resta del Supercinema a Rimini
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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Di quello che per decenni è stato uno dei cinema più frequentati del centro storico di Rimini resta ormai da tempo solo l’insegna all’ingresso sul Corso d’Augusto: “Supercinema”. Vittima della moria di sale di inizio duemila, la struttura (lo storico Palazzo Baldini) nel corso degli anni è stata vittima di un grave degrado con problemi strutturali e crolli. La speranza però è che il 19 gennaio del 2027 possa arrivare la svolta: in quella data è fissata infatti la vendita giudiziaria dell’immobile. La base d’asta è di un milione e 95 mila euro ma l’offerta minima parte da 821mila con rialzi da 5.000 euro. Chi vincerà, otterrà la piena proprietà di due appartamenti (da 120 e 86 mq), ufficio (80 mq), bar (106 mq) e, appunto, cinema per una superficie complessiva di 1500 metri quadri con ingressi su Corso d’Augusto e Corso Giovanni XXIII. I tre piani del fabbricato, di origine prebellica, versano però in quello che gli stessi documenti ufficiali definiscono “pessimo stato di conservazione e di abbandono”. Della sala cinematografica (quasi mille metri) resta solo il pallido ricordo mentre la pavimentazione è una sorta di voragine. Ma anche gli altri ambienti scontano il passare del tempo e l’assenza di manutenzione: crolli di controsoffitti, di vetrate e anche di parti strutturali (comprese alcune scale). Una situazione che ha reso difficili rilievi e sopralluoghi. A complicare l’eventuale recupero da parte del futuro proprietario anche il vincolo di tutela Archeologica apposto dal 2007 quando nel corso di alcuni lavori sul cinema sono stati ritrovati resti storici sotto la sala principale. Scavi tuttora aperti e in totale stato di abbandono. Qualsiasi progetto dovrà quindi essere concordato con la Soprintendenza. Ridare vita a quegli spazi degradati, proprio nel cuore di Rimini, si prospetta una strada in salita. Ma la speranza, come accadeva spesso nei film che per anni hanno animato quello stabile, è quella di un “lieto fine”.

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