Uno bianca: i Savi scrivono una lettera per chiedere perdono


La busta bianca è stata consegnata poco prima della messa dal cappellano militare, cui era arrivata dalla Curia di Bologna. “Sono rimasta allibita e l’ho subito richiusa” ha commentato la donna, che non sa nemmeno se la leggerà. Già nel ’98 il capo della banda, l’ex poliziotto Roberto Savi, aveva scritto una lettera per chiedere perdono ai familiari delle vittime. Sul tema del perdono si è soffermato a lungo monsignor Ernesto Vecchi, che ha officiato la messa nella chiesa Santa Caterina da Bologna davanti a oltre 250 persone. “L’anelito al perdono è un sentimento che merita rispetto quando nasce da un sincero pentimento e accetta l’espiazione della pena come riparazione del male compiuto” ha detto nell’omelia il vescovo ausiliare di Bologna. Nessun ”pentimento” da parte dei fratelli Savi, ma forse ”la speranza di avere benefici di legge” è l’opinione del Pm di Bologna Valter Giovannini, che rappresentò l’accusa nel processo per i crimini bolognesi della banda.