Una mappatura degli hotel e una ‘botta d’orgoglio’ per la perdita di leadership di Rimini


Se è vero che serve una “nuova botta d’orgoglio” dato che non si può continuare a vivere su una “allure passata”, Rimini non se ne sta “con le mani in mano” ad “assistere inerte a quella che da Sociometrica viene definita la perdita di leadership”. Partendo dal rapporto dell’agenzia di consulenza sul turismo, l’assessore comunale all’Urbanistica Roberta Frisoni sottolinea l’impegno messo in campo negli ultimi anni per il “mantenimento della leadership, non solo in termini di ripensamento delle strutture alberghiere ma, ancor prima, in termini di ripensamento dei propri prodotti turistici”.
Dal Parco del Mare al Psbo, dalla riqualificazione del centro storico ai continui investimenti nel settore fieristico-congressuale. In questo contesto, prosegue, si inseriscono proprio in questi mesi due nuovi cantieri: il riposizionamento delle strutture alberghiere obsolete e il Piano dell’arenile. Sul primo fronte, a contrario di chi ha deciso di risolvere il problema consentendo la trasformazione in residenze private, Rimini opta per “una operazione di sistema che non può che partire dalla conoscenza fondamentale dei dati riguardanti la situazione reale”. Un gruppo di lavoro intersettoriale interno ha avviato una mappatura della quantità e dello stato delle strutture ricettive, per avere così i dati necessari per “delineare quel quadro di analisi indispensabile a costruire le nostre strategie e ad individuare gli strumenti con cui attuarle”, precisa la Frisoni. All’amministrazione, continua, “non mancano le idee su come rilanciare o riutilizzare gli hotel dismessi”, per esempio incentivandone la trasformazione in hotel per turismo di alto livello, per famiglie, per giovani, ostelli di qualità, per studenti, staff hotel, condhotel.
Oppure favorendo la riconversione in strutture che ospitano “funzioni intelligenti o servizi al turismo”. Con l’obiettivo complessivo di “creare nuove opportunità di reddito e occupazione”. Si conta di concludere la mappatura entro la fine della prossima estate e attivare di conseguenza “tutti gli strumenti urbanistici, legislativi, economici e quant’altro necessari per ottenere i nostri risultati”. Senza dimenticare però, conclude l’assessore, i fenomeno delll’Arbnb. Una parte potenziale di 4.500 camere che se trasformate in piccoli hotel da circa 20 camere ciascuno recupererebbero il gap di più di 200 hotel oggi chiusi. “È un dato che, prima o poi, andrà ben guardato, valutato e normato”.