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200mila presenze

Turismo, cresce l’entroterra. Sadegholvaad: patrimonio da valorizzare

In foto: Uno scorcio dell’Alta Valmarecchia
Uno scorcio dell’Alta Valmarecchia
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Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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A livello assoluto, si tratta di numeri irrisori per il turismo riminese ma la loro costante crescita rappresenta uno spunto su cui pianificare il futuro. Si tratta di arrivi e presenze nei comuni non costieri della provincia di Rimini. Nel 2023 si parla di 83.613 arrivi e 196.679 presenze, vale a dire il 4,6% in più del 2022 ma soprattutto quasi il 20% in più del 2019 pre-covid. A crescere è anche il peso sui dati complessivi del territorio. “Nessuno pensa, anzi vuole, che le aree interne diventino la costa – premette il presidente della provincia di Rimini Jamil Sadeholvaadperché la forza di qui luoghi è proprio il differente contesto naturale e storico. Ma credo vi siano le condizioni per provare, nei prossimi 5 anni, a incrementare quei numeri agendo sulla promozione (devo dire che APT e Visit Romagna su questo stiano facendo un ottimo lavoro, operando su segmenti di mercato in forte espansione, a partire dal bike), sulla valorizzazione del patrimonio storico, artistico, naturale, sugli eventi (cercando anche una migliore sinergia nei calendari perché capita che alcune iniziative si sovrappongano), sugli accordi con i grandi attrattori della costa (IEG e Palazzi dei Congressi), sui collegamenti e su una riflessione più analitica e laica circa il fenomeno degli Airbnb, esploso spontaneamente senza che ancora il tessuto politico ed economico lo abbia ancora bene afferrato nelle sue reali criticità e potenzialità.

Dati ISTAT arrivi e pernottamenti turistici nei Comuni della Provincia di Rimini non rivieraschi

ANNO

ARRIVI

PERNOTTAMENTI

2000

13.590

45.163

2005

34.378

90.064

2015

68.170

156.717

2016

71.889

167.555

2017

69.570

163.191

2018

71.624

165.609

2019

73.962

164.754

2020

42.224

100.930

2021

60.685

142.863

2022

78.336

187.871

2023

83.613

196.679

Commento Jamil Sadegholvaad, presidente della provincia di Rimini:

Interessante focalizzare l’attenzione sui dati turistici 2023 in relazione ai Comuni che non fanno parte della linea costiera, da Cattolica a Bellaria. Come si può vedere, i numeri riportano una crescita complessiva del 4,6 per cento nei pernottamenti rispetto al 2022, ancora più evidente se li si confronta con l’ultimo anno pre pandemico, il 2019, nei confronti del quale il salto in avanti sfiora il 20 per cento. La soglia psicologica delle 200mila presenze è a un passo e, guardandosi indietro ad inizio millennio, salta agli occhi la crescita dell’accoglienza turistica nei paesi della cintura mediana, della Valconca e della Valmarecchia pur con un ‘asterisco statistico’ da segnalare: sino al 2010 il territorio riminese non comprendeva i 7 (ora 9) Comuni, precedentemente nella Provincia di Pesaro Urbino. In ogni caso la crescita c’è stata e, dopo la pandemia, è chiaramente trainata dal fenomeno delle cosiddette ‘residenze turistiche diffuse’, gli Airbnb e piattaforme analoghe per intenderci, la cui presenza è in sensibile crescita nei paesi dell’entroterra. Il dato però su cui riflettere è però anche un altro: dal punto di vista del ‘peso’ complessivo di arrivi e pernottamenti sul totale della provincia il numero, pur in lieve crescita, continua ad attestarsi su percentuali che viaggiano dal 2 al 2,3 per cento. Chiaro: nessuno pensa, anzi vuole, che le aree interne diventino la costa perché la forza di qui luoghi è proprio il differente contesto naturale e storico. Ma credo vi siano le condizioni per provare, nei prossimi 5 anni, a incrementare quei numeri agendo sulla promozione (devo dire che APT e Visit Romagna su questo stiano facendo un ottimo lavoro, operando su segmenti di mercato in forte espansione, a partire dal bike), sulla valorizzazione del patrimonio storico, artistico, naturale, sugli eventi (cercando anche una migliore sinergia nei calendari perché capita che alcune iniziative si sovrappongano), sugli accordi con i grandi attrattori della costa (IEG e Palazzi dei Congressi), sui collegamenti e su una riflessione più analitica e laica circa il fenomeno degli Airbnb, esploso spontaneamente senza che ancora il tessuto politico ed economico lo abbia ancora bene afferrato nelle sue reali criticità e potenzialità.

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