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Tassa di soggiorno.Ass. Beltrami: si può ragionare. Rinaldis (AIA): no a gabella

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 14 Gen 2011 14:20 ~ ultimo agg. 14 Mag 04:09
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Per i Comuni sarebbe una bella iniezione di risorse. Roma, che ce l’ha già grazie al decreto Roma Capitale, l’anno scorso ha raggranellato 80 milioni di euro. Per Rimini, considerando un euro al giorno per nove milioni di presenze, si tratterebbe di circa 9 milioni di euro. “Ci si può ragionare – sostiene Antonella Beltrami, assessore al bilancio del Comune di Rimini – Anche perchè la possibilità per i comuni di fare eventi, di investire nel settore del turismo e dell’accoglienza, con i bilanci che oggi abbiamo, sarà praticamente impossibile. Se poi queste risorse – aggiunge l’assessore – fossero destinate proprio agli investimenti del settore credo si possa aprire un ragionamento, anche se so che gli esperti di turismo non la pensano in questo modo”.
Dopo l’assessore regionale al turismo, un no secco alla proposta arriva anche dagli albergatori, che la tassa dovrebbero riscuoterla dai turisti. O, più probabilmente, versarla al loro posto. “Assolutamente no a questa nuova imposizione – sostiene Patrizia Rinaldis
presidente dell’Associazione Albergatori di Rimini – Si devono trovare altri modi per risolvere i buchi economici dell’amministrazione. Io credo – aggiunge – che si possa fare con una finanza più oculata, con la privatizzazione di alcuni settori o con qualsiasi altro strumento, ma non può essere assolutamente attraverso una gabella che è l’albergatore a dover riscuotere. Noi siamo contrari e i comuni possono dire di no. Io credo – conclude la Rinaldis – che i nostri amministratori, soprattutto quelli futuri, daranno un parere non favorevole a questa proposta”.

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