Strage di alberi in zona Officine Trenitalia. WWF: per quale motivo?
Oltre una trentina di piante sono state abbattute nella zona delle ex OGR, le Officine di Trenitalia a Rimini. Una strage improvvisa e generalizzata denunciata al WWF e alle associazioni ambientaliste dagli stessi residenti della zona. Si tratta di alberi di specie diverse e anche di grandi dimensioni, spiega Antonio Brandi, compreso un bellissimo esemplare di cedro, che da decenni offrivano ombra contro la calura estiva e depuravano l’aria dagli inquinanti, dando anche rifugio ad una ricca biodiversità. Le associazioni si chiedo però il motivo del taglio. “Certo, se un albero è malato ed a rischio caduta va sostituito. Ed è positivo, sia chiaro, che il patrimonio verde della città sia tenuto sotto controllo e ringiovanito costantemente, come si sta facendo. Ma questo lavoro va fatto con gradualità e dando priorità alle piante in condizioni più gravi, nel periodo consentito dai Regolamenti del verde, non in primavera” spiega Brandi.
“In questo caso – prosegue il portavoce del coordinamento ambientalista – 30/40 piante erano diventate improvvisamente malate tutte insieme a Giugno 2024 ? E tutte quante erano a rischio caduta immediata? La cosa non pare credibile ed infatti nessuno ci crede. Il tutto appare come una applicazione semplicemente burocratica delle norme tese giustamente a garantire la sicurezza delle persone, ma con una ben scarsa attenzione alla funzione degli alberi in città, e alla necessità di tutelare la biodiversità esistente. Siamo infatti anche in pieno periodo di nidificazione degli uccelli e sulle piante abbattute erano di certo presenti dei nidi, come riferiscono i residenti“. E visto che distruggere i nidi è un reato penale le associazioni hanno presentato denuncia al Comando dei Carabinieri Forestali di Rimini. “Quelle piante – aggiunge Brandi – avrebbero potuto garantire nei prossimi mesi ombra e fresco contro il caldo e le ondate di calore per tutti i frequentatori dell’area, lavoratori delle ferrovie e residenti, e dare ospitalità a tutta una variegata biodiversità, che fa parte della nostra vita. In realtà perciò se c’era una documentata presenza di alberi a rischio caduta si poteva e doveva intervenire ora solo su quelli, facendo fronte all’emergenza ma rinviando all’autunno, o almeno a dopo l’estate, l’intervento generalizzato di taglio e sostituzione delle alberature. Ma evidentemente manca ancora in molti cittadini e nelle istituzioni, anche a fronte dei problemi sempre più gravi posti dai cambiamenti climatici in atto, una reale sensibilità ed attenzione alla necessità di tutelare davvero in ogni modo possibile, con azioni grandi e piccole, il patrimonio verde ed i valori di natura che garantiscono la nostra salute e danno qualità al nostro vivere in città“.
Le associazioni annunciano la richiesta di un incontro all’assessorato all’ambiente e a tutta l’amministrazione per cercare “di evitare o autorizzare in futuro ancora interventi di taglio di piante in periodo di nidificazione dell’avifauna, salvo emergenze reali, singole e documentate, e valuteremo intanto se chiedere l’accesso agli atti per conoscere bene motivazioni e reale urgenza dell’intervento“. Dagli ambientalisti arriva anche la richiesta a sostituire entro l’anno le piante abbattute con altre alberature di importanza e classe equivalenti e “non con alberelli o cespugli di scarsa rilevanza ai fini dei servizi ecosistemici forniti alla città“.










