Stop al blocco dei diesel Euro 5: tutte le reazioni alla scelta della Regione
Sono tanti i commenti che arrivano alla scelta della Regione di bloccare lo stop ai veicoli diesel Euro 5 che era previsto dal primo ottobre (vedi notizia).
Avs critica apertamente lo stop. "Le misure compensative proposte dalla Giunta possono essere positive e vanno messe in campo: penso allo spegnimento posticipato del riscaldamento, alla riduzione dei limiti di velocità in autostrada e agli incentivi per accompagnare cittadini e imprese nella transizione", dichiara Simona Larghetti, capogruppo di Avs in Regione. "Ma sono misure che dovremmo adottare comunque, non in alternativa allo stop agli euro 5, il cui stop alla circolazione era annunciato da tempo con molte possibilità di deroghe puntuali con uso di biocarburanti e uso limitato da certificare con il move-in. Riarpire la circolazione degli euro 5 generalizzato è un controsenso rispetto al nostro Pair". La Pianura Padana, ricorda poi Larghetti, "è una delle aree più inquinate d'Europa e la qualità dell'aria continua ad avere conseguenze pesantissime sulla salute. In questo contesto non possiamo permetterci di indebolire le misure che abbiamo scelto di adottare. E c'è anche una questione di credibilità: se approviamo dei piani per ridurre le emissioni e poi siamo i primi a derogare agli obiettivi che ci siamo dati, indeboliamo la credibilità delle nostre stesse politiche e rendiamo più difficile chiedere domani ai cittadini di cambiare comportamenti". Sul piano politico, poi, "non possiamo limitarci a seguire le decisioni delle Regioni governate dal centrodestra. Dobbiamo dimostrare di avere una nostra agenda, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche, e far sapere con chiarezza che sull'ambiente la pensiamo diversamente da loro: non accettiamo che la tutela della salute e dell'aria che respiriamo venga sacrificata. Tra un anno quando dovremo ridiscutere le regole e soprattutto nell'ambito del nuovo Pair ci aspettiamo una discussione più coerente e condivisa".
Esulta invece Cna. "Accogliamo con grande soddisfazione la decisione di evitare il blocco dei veicoli diesel Euro 5 dal prossimo 1 ottobre", afferma Paolo Cavini, presidente di Cna Emilia-Romagna. "Solo pochi giorni fa- ricorda- avevamo rivolto un appello chiaro alle istituzioni perché si trovasse una soluzione capace di scongiurare una misura che avrebbe avuto conseguenze molto pesanti su migliaia di imprese, lavoratori e famiglie. Oggi possiamo dire che quell'appello è stato ascoltato e accolto". "Avevamo sottolineato- sottolinea ancora Cavini- come l'1 ottobre fosse ormai troppo vicino e come, nelle condizioni economiche attuali, imporre la sostituzione di mezzi ancora perfettamente funzionanti avrebbe significato chiedere a tante piccole imprese un investimento difficilmente sostenibile. Per un artigiano, un installatore, un manutentore o un trasportatore un furgone è uno strumento di lavoro, parte integrante dell'impresa".
La sospensione del blocco strutturale dei diesel Euro 5 in Emilia-Romagna "scongiura un salasso che avrebbe costretto migliaia di famiglie e piccole imprese ad affrontare nuovi debiti per cambiare un mezzo, nel pieno di una situazione sociale ed economica molto complessa". Quindi è "una scelta che tiene insieme ambiente e sostenibilità sociale, esattamente il punto che avevamo sollevato, segnalando che la transizione è necessaria, ma non può scaricare il suo costo su chi ha meno margini economici". Così la Cisl Emilia Centrale, accogliendo da Modena "con soddisfazione" la decisione annunciata oggi dalla Regione. Aver evitato il blocco, avvisa però il sindacato, "non significa aver risolto il problema della qualità dell'aria, che resta un fattore critico per Modena. Proprio per questo non viene meno, anzi, si rafforza la necessità urgente di un confronto territoriale serio con Provincia, Comuni e imprese", evidenzia il sindacato. Che, sulla mobilità, puntualizza che "non possiamo arrivare alle allerte smog lasciando ogni lavoratore solo a organizzarsi. Il lavoro da remoto è zavorrato da pregiudizi che tutti dovremmo superare". Inoltre, continua la Cisl, "non basta dire a chi lavora 'prendi il mezzo pubblico', occorre prima rendere quel servizio appetibile e funzionante", mentre bisogna intervenire anche sugli impianti a biomassa più vecchi, stufe, caminetti e altri generatori, così come, più in generale, sul rinnovo dei sistemi di riscaldamento meno efficienti.
"La retromarcia della Giunta regionale sul blocco strutturale dei diesel Euro 5 non è una scelta spontanea, ma una clamorosa resa alla realtà e all'incalzare della nostra opposizione". Lo sostiene Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d'Italia in Assemblea Legislativa, commentando la sospensione delle limitazioni alla circolazione per i veicoli Euro 5. "Solo pochi giorni fa, con un'interrogazione urgente, avevamo messo l'esecutivo con le spalle al muro denunciando un'ecofollia che avrebbe appiedato migliaia di lavoratori", afferma Evangelisti. "Oggi la Regione è costretta a recepire le nostre tesi", gioisce la meloniana ma "fino all'ultimo la maggioranza ha tentato di imporre una transizione cieca e punitiva". E prosegue: "Si sono svegliati dal loro dogmatismo solo davanti alle nostre denunce e al modello virtuoso delle Regioni del Nord a guida centrodestra, come Piemonte e Veneto. Abbiamo evitato che la transizione ecologica si trasformasse nell'ennesima tassa occulta sulla pelle di 90.000 proprietari di veicoli a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini; parliamo di cittadini che spesso non hanno le risorse per acquistare un'auto elettrica o nuova. La Giunta ha dovuto applicare le misure compensative permesse dai decreti del Governo nazionale, ammettendo implicitamente che avevamo ragione: l'ambiente si tutela modernizzando i riscaldamenti obsoleti, non vietando la mobilità e il diritto al lavoro. Ora vigileremo con il fiato sul collo della maggioranza affinché i 10 milioni di euro attesi dal Ministero per pompe di calore e fotovoltaico siano messi subito a bilancio".
Anche Federconsumatori "apprezza" la decisione della Regione Emilia-Romagna che ha deliberato "in senso socialmente responsabile". Tuttavia l'associazione dei consumatori della galassia Cgil "ribadisce con forza che questa decisione non deve farci dimenticare la crisi climatica o portarci ad allentare le misure di contrasto alle emissioni nocive". Il punto, per Federconsumatori, "è procedere coniugando riconversione ecologica e sostenibilità sociale, questa è la sfida vera, soprattutto in una regione come la nostra colpita enormemente da fenomeni meteorologici estremi dovuti al cambiamento climatico".










