Stazione tra degrado e insicurezza. La segnalazione: “vetrina infernale”


Rifiuti, siringhe, materassi, abiti abbandonati, spaccio. Il riqualificato piazzale antistante la stazione ferroviaria di Rimini non è certo la cartolina migliore per una realtà chiamata ad accogliere, anche in questi giorni di Ecomondo, tanti ospiti. La segnalazione, con tanto di documentazione fotografica, ci arriva da Ivan: “mi piacerebbe che Rimini diventasse capitale italiana della Cultura nel 2026 ma a una condizione: il degrado che affligge la porta di ingresso della nostra città deve essere combattuto ed eradicato perché la bellezza è un diritto, la cura dei nostri luoghi è un diritto, la tutela dell’incolumità dei cittadini e dei turisti è un diritto, la tranquillità di parcheggiare la propria auto e di prendere un treno o un taxi è un diritto“.
A questa segnalazione se ne aggiunge un’altra, sempre arrivata in redazione: “sabato scorso – ci scrive un utente – ho parcheggiato nei pressi del parcheggio antistante la stazione. Sono stato avvicinato da un senza tetto che abita di fianco la struttura che affitta bici chiedendomi soldi, una volta risposto no ha cominciato ad insultare e mi ha aggredito verbalmente minacciando di fare del male o del danno alla macchina. Fortunatamente sono riuscito ad andare via illeso ed ho chiamato le forze dell’ordine. Ma penso non abbiano fatto niente in quanto dopo un ora sono passato ma era ancora lì che importunava tutti quelli che passavano“.
Le foto inviate da Ivan
- degrado in stazione
- degrado in stazione
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La segnalazione
“Mostrare pubblicamente le ferite della mia città non è piacevole ma è doveroso quando queste diventano un’offesa all’intelligenza dei cittadini e lo dico perché sono esasperato.
Pubblicare le foto e i video del degrado che affligge la vetrina più importante della nostra Rimini significa voler bene al territorio, amare i beni pubblici che ci circondano, custodire e apprezzare la bellezza dei luoghi e degli spazi che con le nostre tasse e il nostro senso civico abbiamo contribuito a finanziare, a costruire e a rendere più attraenti.
Io Rimini la amo e per questo dico con forza che non è accettabile vedere la mia città, candidata a “capitale italiana della Cultura 2026”, presentarsi ai milioni di turisti che ci visitano ogni anno con un piazzale antistante la stazione ferroviaria pieno zeppo di rifiuti, di bottiglie e cocci di vetro, di carta stagnola e di sitinghe usate per assumere stupefacenti sparsi dappertutto; di materassi, vestiti e stracci che circondano gli alloggi di fortuna dei senza fissa dimora, degli spacciatori, degli avventori, spesso rissosi e ubriachi, che frequentano l’enorme parcheggio soprattutto nelle ore serali e notturne.
Lo scenario che ho appena descritto è identico a quello che si potrebbe trovare nei pressi di una stazione di una grande città o di una metropoli e invece tutto questo accade a Rimini. Anche in questi giorni di notevole affluenza turistica per Ecomondo.
Mi piacerebbe che Rimini diventasse capitale italiana della Cultura nel 2026 ma a una condizione: il degrado che affligge la porta di ingresso della nostra città deve essere combattuto ed eradicato perché la bellezza è un diritto, la cura dei nostri luoghi è un diritto, la tutela dell’incolumità dei cittadini e dei turisti è un diritto, la tranquillità di parcheggiare la propria auto e di prendere un treno o un taxi è un diritto.
La cultura è un diritto: ma Cultura e degrado non possono stare insieme nello stesso luogo”.