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Una voce fuori dal coro

Abbattimento ex colonia Enel. Santinato: 10 milioni per una piazza, un paradosso

In foto: Mauro Santinato
Mauro Santinato
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Mer 22 Apr 2026 15:51 ~ ultimo agg. 16:07
Tempo di lettura 3 min
L'avvio dei lavori di demolizione della ex Colonia Enel tra Marebello e Rivazzurra a Rimini permetterà di abbattere un edificio degradato e ricavarne uno spazio aperto a ridosso del mare. Un intervento voluto dal comune e che ha raccolto il plauso della Regione con la visita al cantiere dello stesso presidente de Pascale. C'è però anche una voce critica, quella del consulente alberghiero Mauro Santinato di Teamwork Hospitality contrario non alla demolizione in se ma perplesso su alcuni numeri dell'intervento.
 
"Mentre la politica locale brinda all'avvio dei lavori di demolizione della ex Colonia Enel - scrive su Fb - parlando di "ricucitura urbana" e "abbattimento di barriere visive", c’è chi, calcolatrice alla mano, si pone domande scomode. La domanda non è se quel degrado andasse rimosso (la risposta è ovviamente sì), ma a quale prezzo e, soprattutto, con quale visione di futuro". Santinato evidenzia che "l'operazione, tra acquisto, demolizione (4 milioni) e sistemazione (2,5 milioni), si avvia speditamente verso una cifra vicina ai 10 milioni di euro di soldi pubblici". "Nel 2010 - prosegue però -, un serio studio di fattibilità dimostrava che quella struttura poteva diventare un hotel 4 stelle di standard internazionale da 90 camere, con un centro wellness all’avanguardia e apertura annuale. Un progetto che avrebbe garantito:
- 60 posti di lavoro diretti (più l'indotto);
- clientela internazionale con alta capacità di spesa;
- riqualificazione reale del tessuto economico della zona".
Santinato si chiede "a fronte di 10 milioni di investimento collettivo, quanti posti di lavoro verranno creati? Quale sarà il ritorno economico per la comunità di Rivazzurra? Una piazza o uno spazio aperto sono certamente gradevoli, ma la bellezza senza economia è un lusso che una città turistica in crisi di identità può davvero permettersi?"
Il consulente sfata poi il mito dei troppi alberghi presenti a Rimini. "Il problema - scrive - non è il numero degli alberghi, ma la loro qualità. Abbiamo un’eccedenza di strutture piccole, obsolete e fatiscenti, e una drammatica carenza di hotel di standard internazionale capaci di attrarre flussi turistici moderni". 
Secondo Santinato "con 10 milioni di euro, la pubblica amministrazione avrebbe potuto: acquisire 20 pensioni fatiscenti sparse nel tessuto urbano, demolirle e trasformarle in parcheggi diffusi, liberando davvero le strade dal caos. Oppure riqualificare la colonia stessa, mettendola a bando per una catena internazionale capace di portare professionalità e nuovi mercati".
Qualche dubbio anche sul fatto che la colonia rappresentasse una "barriera visiva" tra la città e il mare. "Siamo sicuri - si chiede - che il problema fosse la struttura architettonica e non il degrado in cui è stata lasciata per decenni?". 
"Le colonie - prosegue Santinato - non sono "muri", sono potenziali motori di ricchezza. Abbatterle per farne piazze (costose poi da mantenere e spesso destinate a nuovo degrado se non presidiate) significa rinunciare a una visione industriale del turismo".
"Rimini - conclude il fondatore di Teamwork Hospitality - ha bisogno di posti di lavoro garantiti, di professionalità e di strutture aperte 12 mesi l'anno. La "ricucitura" di cui abbiamo necessità non è solo urbanistica, è economica. E oggi, guardando le ruspe a Rivazzurra, il sospetto è che stiamo demolendo il futuro in nome di un'estetica molto costosa e poco produttiva".
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