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e un matrimonio pianificato

Spinge la figlia a tentare il gesto estremo. Arrestato per violenze in famiglia

In foto: repertorio (Pexels)
repertorio (Pexels)
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Un regime di terrore assoluto, durato anni e consumato nel silenzio di un appartamento di Rimini. È l'inferno familiare svelato dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Andrea Falaschetti, su richiesta del sostituto procuratore Davide Ercolani, ed eseguita dai carabinieri di Morciano. In carcere è finito un uomo di 53 anni, originario del Bangladesh e residente a Rimini, dove gestisce un negozio stagionale di kebab, accusato di maltrattamenti sistematici, lesioni, sequestro di persona e tentato matrimonio forzato.

Le indagini hanno svelato violenze quotidiane inimmaginabili contro la moglie e i tre figli, tra cui un ragazzo affetto da grave disabilità e un bimbo di soli cinque anni. Le vittime venivano percosse regolarmente con cavi elettrici e bastoni per banali pretesti. La violenza più feroce si è concentrata sulla figlia minore, una ragazzina di 13 anni, costretta ad indossare il velo islamico. L'uomo pretendeva che abbandonasse la scuola per sposare un connazionale in Bangladesh, arrivando persino a falsificarne i documenti personali per farla apparire più grande. Di fronte al rifiuto della figlia, l'ha rinchiusa in camera per una notte, minacciando di sgozzarla con un affila-coltelli.

Una pressione psicologica devastante, che l'aveva spinta persino a un disperato tentativo di suicidio. Infatti, dopo aver ingerito dell'insetticida, la 13enne era stata trasportata d'urgenza in ospedale. La fine dell'incubo è arrivata quando la giovane è riuscita a usare un telefono clandestino per chiedere aiuto ai servizi sociali. Ora la famiglia si trova al sicuro in una struttura protetta, mentre per il padre si sono aperte le porte dei Casetti.

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