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ripetuti solleciti

Sottopasso grattacielo. Morolli: cantiere in "incredile" ritardo a causa di RFI

In foto: il cantiere del sottopasso
il cantiere del sottopasso
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Incredibile ritardo. Sulla definizione per il cantiere del sottopasso ferroviario all’altezza del grattacielo il consigliere Gioenzo Renzi e l'assessore Mattia Morolli sono stati d'accordo. Il primo, durante il consiglio comunale, ha chiesto lumi, sui lavor iniziati 4 anni fa, il secondo ha imputato la colpa ad RFI.

"Comprendiamo - ha detto Morolli - la posizione particolare del luogo dell'intervento, comprendiamo le attività legate alle fibre ottiche e i sottoservizi, ma al di là di questa comprensione resta che la parola 'incredibile' sia da rivolgere però a RFI". Il ritardo registrato nell'esecuzione dei lavori è derivato principalmente "dal tardivo intervento di FiberCop e dal mancato tempestivo coordinamento con gli altri gestori coinvolti, in particolare Fastweb e WindTre, che utilizzano la medesima infrastruttura. Le lavorazioni di competenza dei suddetti soggetti sono state infatti eseguite con tempi significativamente superiori a quelli necessari per garantire la continuità del cantiere, nonostante i ripetuti solleciti formulati sia da RFI sia dall'Amministrazione Comunale".


Una situazione che ha determinato un sostanziale fermo delle lavorazioni per circa un anno, dal 18 aprile 2025 al 19 marzo 2026. Il sentore che ci potessero essere ulteriori ritardi c'era da un po', anche se nell’ultimo incontro con Rfi, ad agosto, non si era parlato ulteriori ritardi. Nelle settimane scorse l'amministrazione ha richiesto richiesto un incontro con i responsabili regionali di Rfi. L’incontro sarà la settimana prossima. 

Rispetto ai lavori, “l'Amministrazione, congiuntamente a RFI, ha attentamente valutato la possibilità di eseguire interventi migliorativi sul camminamento pedonale alternativo di Via Rodi, dove la pavimentazione in blocchetti autobloccanti risulta sollevata a causa dell'apparato radicale dei grandi platani presenti. Purtroppo, tale intervento non è risultato fattibile: le dimensioni imponenti delle piante e le radici affioranti impediscono di adottare soluzioni di pavimentazione differenti, poiché qualsiasi altra opera rischierebbe di compromettere la salute degli alberi soffocandone le radici”.

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di Roberto Bonfantini
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