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il punto in Commissione

Sostegno all’Ucraina. In un anno in Emilia Romagna raccolti 2,2 milioni

In foto: la seduta della Commissione
la seduta della Commissione
di Redazione   
Tempo di lettura 5 min
Mer 8 Feb 2023 12:27 ~ ultimo agg. 6 Giu 10:26
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 Oltre due milioni di euro di fondi raccolti e 58 progetti finanziati. A un anno dal via della guerra in Ucraina a seguito dell’invasione russa, la Regione Emilia-Romagna fa un bilancio delle azioni realizzate per dare accoglienza a profughi e sfollati e aiutare, anche in loco, la popolazione colpita da questo dramma umanitario. Martedì pomeriggio in commissione assembleare è stata presentata la relazione sulla clausola valutativa della legge regionale sulle “Misure urgenti di solidarietà in favore della popolazione Ucraina: diversi gli interventi attivati, in campo sanitario e sociale, oltre alla raccolta fondi regionale che ha già superato due milioni e 260.000 euro.

Una immediata risposta all’emergenza è arrivata dalla Regione con il primo bando per il sostegno umanitario il 7 marzo 2022, a cui ha fatto seguito la legge regionale di iniziativa della Giunta approvata dall’Assemblea legislativa lo scorso aprile, che ha permesso di intervenire formalmente anche per utilizzare le risorse raccolte attraverso la raccolta fondi. Tre le possibili destinazioni d’uso delle risorse, stabilite dalla legge: sostegno a progetti umanitari realizzati direttamente in Ucraina (16 progetti già approvati e finanziati); assistenza e supporto ai profughi accolti in Emilia-Romagna (realizzati due bandi per favorire la partecipazione ai centri estivi e l’integrazione nella scuola e nella comunità); una volta terminato il conflitto, la ricostruzione di spazi pubblici di valore sociale (scuola, nido, biblioteca) in loco.

“Sin dall’inizio della guerra- commenta l’assessora alla Cooperazione internazionale allo sviluppo Barbara Lori- l’Emilia-Romagna si è impegnata con interventi di aiuto umanitario a tutto campo. Lo abbiamo fatto sul posto, non senza qualche difficoltà a causa dei continui bombardamenti, e nel nostro territorio. Tutto questo grazie alla solidarietà dei cittadini e delle cittadine emiliano-romagnole e alla pronta operatività di tante aziende e delle associazioni di volontariato, molte delle quali già collaboravano con l’Ucraina, che hanno dimostrato ancora una volta di essere una terra accogliente e solidale”.

Un forte ringraziamento per la generosità di cittadini, associazioni di volontariato e Comuni. La richiesta di potenziare e rafforzare l’impegno per il popolo ucraino martoriato dalla guerra. E’ quanto è emerso dal dibattito avvenuto nel corso della commissione Cultura che ha fatto il bilancio della legge approvata l’anno scorso nelle prime settimane di guerra. La presidente Francesca Marchetti sostiene che “è stato valorizzato il grande raccordo istituzionale della Regione. Ora sarà richiesto un impegno insieme con l’Ufficio scolastico regionale, legato al tema dei minori e dell’impatto psicologico che hanno subito dalla guerra e dalla fuga dal loro paese, che richiedono un accompagnamento continuo. Questo meriterebbe un approfondimento. Va evidenziato, poi, il lavoro corale come elemento di valore del progetto di legge”. Valentina Castaldini (Fi) rileva che “spesso i Comuni avevano fondi che non riuscivano a spendere, mentre altri avevano difficoltà a sistemare famiglie. Uno dei quattro ordini del giorno presentati chiedeva percorsi di formazione e inserimento in azienda fino ad arrivare a un contratto, un altro misure dirette in ambito linguistico. Mi chiedo cosa sia stato realizzato. Per la formazione linguistica è stato fatto molto da parte di volontariato e parrocchie, ma non dagli uffici comunali. Serve formazione e supporto psicologico per i traumi, un accompagnamento personalizzato nella ricerca del lavoro soprattutto per le donne con figli a carico”. “Per andare verso l’integrazione sociale- ricorda Silvia Piccinini del Movimento 5 stelle “avevamo chiesto di potenziare l’offerta formativa per imparare l’italiano usando anche residui del vecchio Fse perché la lingua rappresenta una barriera vera e propria e conoscerla consente percorsi di autonomia. Questo argomento non è oggetto della clausola valutativa ma va tenuto in considerazione”.

Luca Cuoghi (Fratelli d’Italia) sottolinea come “dai cittadini ci sia stato un grande senso di solidarietà. Propongo una riflessione: in aree complesse, in un territorio vasto, con uno stato di guerra, è importante appoggiarsi sì a organizzazioni e volontariato, a chi ha un progetto, ma soprattutto a chi è presente in quel territorio. Il rischio è che alcune esigenze restino meno risposte”. Stefania Bondavalli (lista Bonaccini) ricorda: “Credo sia stato fatto un buon lavoro in breve tempo. La Regione ha messo in campo lo strumento adatto per spendere i fondi permettendo di agire con trasparenza. L’Emilia-Romagna ha accolto un quarto dei profughi arrivati in Italia e anche questo ha rappresentato uno sforzo importante. La situazione attuale ci richiede un ulteriore impegno: è necessario sin d’ora capire quali sono i nuovi bisogni”. Per Federico Amico (Emilia-Romagna Coraggiosa) “l’Emilia-Romagna ha risposto positivamente, sia con la raccolta di cittadini e aziende, sia mettendo in campo azioni di pace, dal sapore di disinnesco del conflitto. Molti gli interventi in regione, dall’accoglienza di 27.000 persone, all’aiuto a quelle ammassate ai confini di Polonia e Bielorussia. Grazie al Terzo settore che si sta ancora dando da fare, anche sotto le bombe, aiutando i civili”.

Francesca Maletti (Pd) ha aggiunto: “Le principali caratteristiche di questo progetto di legge sono state la tempestività, la trasparenza e l’efficacia. Alcune delle persone arrivate da noi si sono inserite nel mondo del lavoro attraverso percorsi specifici, cosa che ad altri stranieri oggi è precluso. Un disagio che si presenta ancora è quello abitativo mentre funziona bene l’inserimento scolastico. Oggi dobbiamo chiederci come reperire altre risorse per rendere possibile la continuità dei progetti tenendo conto anche delle altre emergenze che si sono presentate”.

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