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inchiesta per bancarotta

Sigilli al Grand Hotel di Riccione e ospiti allontanati. A settembre l'asta

In foto: La Finanza davanti al Grand Hotel di Riccione (foto Migliorini)
La Finanza davanti al Grand Hotel di Riccione (foto Migliorini)
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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È un martedì mattina che segna la fine di un'icona del turismo riccionese. I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Rimini hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo d'urgenza che ha colpito l'intero compendio del Grand Hotel di Riccione. Un'operazione complessa, che include disponibilità finanziarie e quote societarie per un valore totale di 29 milioni di euro. Al centro dell'inchiesta, il fallimento della Marebello Spa, la società proprietaria dichiarata fallita nel 2023. Secondo la Procura di Rimini, invece di riconsegnare il complesso alla curatela, sarebbe stato messo in piedi un articolato sistema di società con prestanome e subaffitti a catena per mantenere il controllo della struttura e sottrarre gli introiti ai creditori. Sei le persone indagate, tutte denunciate a piede libero, con accuse a vario titolo di bancarotta fraudolenta per distrazione, false comunicazioni sociali e bancarotta preferenziale. Tra queste sei figura Gianni Andreatta, storico patron del Grand Hotel ed ex amministratore della Marebello Spa.

In campo anche le unità cinofile 'cash dog' per la ricerca di contanti (5.800 quelli sequestrati) durante le perquisizioni estese fino a Milano e Bari. Sorpresi gli ospiti alloggiati nella Torre 900 (una quindicina di turisti in tutto), invitati dalle fiamme gialle a trovare un'altra sistemazione. Sigilli anche alle attività collaterali come il 'Deja Vù', il 'Paco Beach' e la piadineria 'Oasi'. Il parcheggio del Grand Hotel, antistante alla struttura, è stato invece affidato momentaneamente al Comune di Riccione.

Il patron Gianni Andreatta, attraverso i suoi difensori, Stefano Caroli e Annamaria Putignano, parla di una "manovra speculativa" a suo danno basata su crediti inesistenti e sostiene che il valore del complesso sia stato fortemente sottostimato. Il decreto di sequestro emesso dalla Procura dovrà essere sottoposto alla convalida del giudice entro 48 ore. Mentre il pm ha nominato un amministratore giudiziario per gestire l'emergenza, resta confermata l'asta del prossimo 23 settembre: l'intero lotto partirà da una base di quasi 25 milioni di euro.

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