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Sicurezza: Riccio (Q1): si fa, ma non abbastanza. Anche a S. Giuliano

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 7 Gen 2011 19:21 ~ ultimo agg. 14 Mag 03:53
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“Ce n’è già una al parcheggio del Ponte di Tiberio, un punto che senz’altro merita questa misura – ricorda Riccio – ma ne abbiamo chiesta anche una dove ci sono gli esercizi commerciali”.
Caso esemplare di come si faccia, ma non abbastanza. Come, ad esempio, installare videocamere e poi non attivarle per un passaggio mancante dell’Enel: vicenda emersa dopo la rapina violenta alla gioielleria Marchini di viale Vespucci.
“Dei problemi della sicurezza pubblica non si deve parlare solo quando avviene il fatto di cronaca. Abbiamo richiamato l’attenzione più volte – spiega Riccio – ne abbiamo parlato con la Polizia, abbiamo sollecitato l’intervento del poliziotto di quartiere e abbiamo trovato grande sensibilità da parte del Questore. Gli stessi Carabinieri ci hanno confermato che con il Carabiniere di Quartiere frequentano la zona. Però, ovviamente, non è che ci sono tantissime pattuglie. Se uno vuole delinquere, aspetta che il poliziotto sia passato. Mi sembra più problematica – prosegue Riccio – la questione delle telecamere che diventa un allarme nel momento in cui la telecamera non funziona. Per cui bisogna intervenire e non giustificare dicendo che l’Enel non ha collegato la centralina. Indubbiamente, una giustificazione che non tiene. Sicuramente l’Enel ha le sue colpe, ma la stessa Amministrazione doveva preoccuparsi di attivarla. E’ lì da mesi”.
Le amministrazioni tirano la cinghia, ma per esempio, punzecchia Riccio, si potrebbe essere più accorti sull’elargizione di qualche contributo. “Questa Amministrazione ha fatto quelle scelte. Adesso i cittadini giudicheranno se era più positivo dare dei contributi o era necessario installare qualche telecamera in più. Gli episodi attuali mettono dei punti interrogativi”.
(Newsrimini.it)

Nella foto, via Tiberio.

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