Scarichi in mare, Benedettini presenta il progetto in Commissione
Il progetto prevede una lunga vasca di laminazione di 7,2 km, da marina centro al Marano, che tratterrebbe nei picchi dovuti alla pioggia le acque per portarle poi al depuratore in un secondo momento.
In mare subito ci andrebbe una ridotta quantità di acque miste, scaricata al largo da condotte sottomarine, che potrebbe essere ulteriormente mitigata con dei biofiltri.
Oltre al depuratore di Santa Giustina che comporta una risalita idraulica delle acque su un dislivello di 24 metri, entra in gioco anche il depuratore di Riccione, previo potenziamento.
Il costo completo è stimato sui 20.000 euro per 200 giorni lavorativi da dividere su due inverni, per non lavorare in estate.
Dopo diversi incontri pubblici, il progetto questa mattina è stato presentato alla Terza e Quinta Commissione Consiliare grazie a una mozione presentata dal consigliere Moretti del PDL. Prevista, a breve, una seconda commissione con Hera, Atersir e altre parti in causa.
Poi si dovrà valutare se attivare o meno un tavolo di confronto tecnico. L’Amministrazione non boccia e non promuove. E lo stesso Benedettini spiega più volte che il suo progetto non è alternativo o in opposizione ad altri, perché si integra anche nel nuovo assetto dei depuratori.
“Era doveroso dare la possibilità ai consiglieri di conoscere il progetto di Benedettini”; ha detto l’assessore Biagini. E alla Franchini del 5 Stelle che chiedeva di non coinvolgere Hera nel confronto: “Non credo si possa bypassare il gestore tecnico”.
L’assessore Visintin ha spiegato come il Piano di Salvaguardia della Balneazione andasse votato, per non rimanere fuori dalle linee di indirizzo dell’Atersir regionale che ha raccolto l’eredità delle Ato, e che ora su quel piano ci si può lavorare sopra.
Anche per il mutato assetto della depurazione dei comuni dell’area sud, con un ruolo più attivo di Riccione con il nuovo depuratore.
Concordi Visintin, Renzi e PDL nella necessità di coinvolgere nei finanziamenti altri enti oltre a quelli locali, a partire dal Governo con una programmazione nazionale. Oggi le commissioni non hanno votato niente: si trattava di un’audizione.
(Newsrimini.it)
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Il commento di Gennaro Mauro del PDL
“Il dato politico che voglio evidenziare, con soddisfazione, è la disponibilità manifestata dall’amministrazione comunale di valutare la fattibilità tecnica della proposta Benedettini. Tale disponibilità non era scontata perché il progetto va a modificare sostanzialmente, pur non essendo alternativo, gli interventi previsti dal piano della salvaguardia della balneazione approvata dall’amministrazione di centro sinistra, e i primi segnali che avevamo avuto non erano certo confortanti.
Un plauso va all’architetto Benedettini che con il suo contributo ha aperto un percorso di interazione tra società civile e pubblica amministrazione che va sicuramente alimentato. Mi aspetto un ulteriore contributo di idee e di proposte tecniche da parte di professionisti del territorio, e non solo.
Il pregio del progetto Benedettini è oltre ad essere meno costoso, risolve il problema della qualità delle acque da Marina Centro a Miramare, che l’attuale piano di salvaguardia della balneazione non prevede se non in minima parte.
Del resto il piano adottato ha una forte criticità proprio dove prevede la realizzazione della condotta sottomarina che porta le acque reflue di tutto il centro storico in mare ad 800 metri dalla spiaggia; ha il costo di oltre 25 milioni di euro e va comunque depennata senza tentennamenti.
Ma non lasciamoci trascinare da facili entusiasmi per il momento non c’è un euro per finanziare gli interventi alla rete fognaria. Sono finanziati solo il raddoppio del depuratore di Santa Giustina, la realizzazione della dorsale nord e poco altro.
A nostro avviso la città di Rimini non è in grado di far fronte a tali investimenti, bisogna che intervengano la Regione e lo Stato come abbiamo ribadito in campagna elettorale. E su questo attendiamo la disponibilità a un lavoro comune di tutti i parlamentari eletti nel territorio.
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L’intervento in Commissione di Mattia Morolli (PD) che chiama in causa la tassa di soggiorno:
“Un progetto interessante e da valutare, che certifica come il tema “balneazione” sia uno di quelli che caratterizzerano questa stagione amministrativa.
Durante la commissione di oggi il progetto presentato dall’architetto Benedettini sugli scarichi a mare ha scaturito delle osservazioni, un confronto vivace su un tema decisivo per lo sviluppo di Rimini.
Un paio di spunti sono rivolti al fatto che le strutture che necessitano per realizzare il grande canale sotterraneo hanno una garanzia di “soli” 10 anni, e va calcolato se basterà sistemarli o se, poi, andranno cambiati.
Un dubbio lo lascia il fatto che, nonostante il progetto sia zeppo di informazioni tecniche e tempistiche, alla domanda “e i costi” non sia arrivata risposta.
Infine due note positive per approfondire la conoscenza del progetto, ed una volontà politica: la prima che i tempi di realizzazione sarebbero molto brevi ( 2 stagioni invernali ) evitando disagi come canterizzazioni senza fine.
L’altra è che costruire la condotta ( la prima dal Porto a piazzale Tripoli, la seconda piazzale Tripoli al Marano ) nella zona che l’ attuale “piano spiaggia” definisce Fascia A allargando la passeggiata va incontro ai progetti espressi dal Piano Strategico e dal Masterplan nella zona del lungomare.
Infine alla voce “come lo si finanzia” occore una decisone, politica, forte: con la tassa di soggiorno ( dove, i soldi destinati, possono andare unicamente alla promozione, agli eventi, o alla riqualificazione del prodotto turistico ) dobbiamo, in gran parte, finanziare progetti come questi.
Rimini, che al 70% vive di turismo ma il 100% dei riminesi va al mare, senza il mare è come Pisa senza la sua Torre.
Progetti come questi vanno approfonditi e valutati, ma le priorità per il futuro della città sono ben presenti nell’agenda dell’amministrazione e verranno portati avanti con scelte economiche e politiche forti.”
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La nota di Gioenzo Renzi (Fratelli d’Italia) che parte dal nodo dello scarico dell’Ausa:
Lo scarico dell’ Ausa a Marina Centro, ancora da risolvere.
La presentazione, questa mattina, in Commissione Consigliare del progetto dell’Arch. Benedettini, di una vasca lineare di 7 km., con il posizionamento di scatolari sotto la sabbia, adiacente al marciapiede del lungomare , con la funzione di raccogliere le piogge miste alle acque nere, merita attenzione e riflessione da parte dell’Amministrazione Comunale..
Il Piano Generale del Sistema Fognario, approvato dal Consiglio Comunale il 16.2.2006, che prevedeva la separazione delle reti limitatamente a Rimini Nord, è stato modificato sostanzialmente 4 anni dopo, il 18.2.2010, con l’approvazione dell’Atto di Indirizzo che prevede la separazione totale delle reti fognarie bianche e nere ad esclusione del Centro Storico della città che mantiene l’attuale struttura fognaria mista.
Successivamente il 15.12.2011 è stato approvato il Consiglio Comunale ha approvato il Piano per la Salvaguardia della Balneazione , quale Piano stralcio del Piano Generale del Sistema Fognario, con l’individuazione degli 11 interventi prioritari, da realizzare in cinque anni, a Rimini Nord, Rimini Centro, Rimini Sud per una spesa di circa 137 milioni di euro, di cui non finanziati circa 80 milioni di euro, da realizzare in cinque anni.
A tutt’oggi resta, però, da decidere cosa fare per impedire lo scarico in mare del Canale Ausa, che rappresenta l’80% della fonte più inquinante di Rimini Centro e Sud.
Rimane sulla carta l’indicazione generica della realizzazione di una condotta sottomarina, per scaricare al largo l’acqua inquinata, durante e dopo la pioggia, con un impianto idrovoro e vasche di accumulo.
Ricordo, che lo stesso Ing. Minarelli (allora dirigente di Hera) , nella Commissione del Maggio 2012, sul problema dello scarico dell’ex torrente Ausa, alle mie osservazioni critiche rispose che era necessario un ripensamento, che la realizzazione della condotta sottomarina deve comportare un dibattito pubblico sulle scelte da adottare.
Sul problema dello scarico dell’Ausa, a Marina Centro, visto fino ad ora le non risolutive e costose proposte, ho chiesto, quindi, all’Assessore Visentin , un confronto tecnico sul Progetto Benedettini, almeno dal Porto a Piazzale Tripoli, dei tecnici dell’Amministrazione Comunale, assieme a quelli di Hera.
Anche, perché, non si è neanche più parlato di finanziare e realizzare le vasche di prima pioggia e di laminazione previste nell’area dei ferrovieri e in via Bramante, previste nel Piano di Salvaguardia della Balneazione.
Resta, inoltre, da valutare il rapporto costi/benefici degli interventi e visto l’importanza che Rimini ha nel turismo balneare, regionale e nazionale, prevedere un Accordo di Programma con la Regione e con lo Stato per ottenere quelle fondamentali risorse nazionali, regionali e dei Fondi Europei da destinare alla realizzazione del Piano Fognario.












