Riforma rete oncoematologia. Gianfreda: a Rimini restino vocazioni e posti letto
La Regione Emilia-Romagna da tempo ha avviato un percorso di riforma e riorganizzazione della rete onco-ematologica romagnola insieme all’Irst di Meldola, che mira a consolidare un istituto che rappresenta uno dei poli di eccellenza per la ricerca e la cura. Il percorso è ormai in fase avanzata ed è stato al centro della ultima riunione della Conferenza territoriale sociale e sanitaria. Sul tavolo sono state messe alcune proposte e raccomandazioni per far sì che questa riforma possa essere davvero l’occasione per rafforzare e potenziare l’offerta di servizi sanitari, garantendo uno standard di cure oncologiche ancora più elevato di quello attuale e mantenendo la sostenibilità economica della rete.
Per l'assessore alla protezione sociale del comune di Rimini Kristian Gianfreda è stata anche l'occasione per ribadire la necessità di presidi solidi sui territori con vocazioni precisi e posti letto stabili: "in primis, uno dei punti fermi della riforma sta nella volontà di efficientare il coordinamento, mantenendo la capillarità dei servizi per i pazienti sul territorio. Un aspetto questo che auspico possa essere definito ulteriormente: per quanto riguarda Rimini, deve essere esplicitato il fatto che saranno mantenute le vocazioni distintive (non esclusive) dell’Ospedale Infermi - oncologia ed ematologia, oncoematologia pediatrica e radioterapia – e anzi ne vengano individuate delle nuove per aumentare la capacità di offrire ai pazienti un più ampio raggio di trattamenti di prossimità.
Secondo: uno degli scopi dichiarati e ampiamente condivisibili e condivisi della riforma riguarda la riduzione di quelle che vengono definite “ridondanze organizzative”. Va chiarito prima di tutto che i posti letto di degenza rimarranno gli stessi, così come non cambieranno di una virgola le attuali strutture complesse presenti sui territori. La novità riguarderà dunque esclusivamente gli aspetti puramente di coordinamento. Su Rimini, ad esempio, è fondamentale mantenere la possibilità di effettuare terapie complesse (es leucemie acute, trapianti autologhi) e terapie sperimentali, che richiedono lunghi ricoveri o numerosi accessi in day hospital.
Auspichiamo inoltre che in questa fase finale del percorso si possano anche avere chiarimenti rispetto alle modalità di composizione del board a supporto di questa rinnovata rete oncologica, che sarà espressione dei diversi soggetti pubblici coinvolti. Infine, un ultimo aspetto riguarda la gestione del personale, con la dirigenza assegnata temporaneamente in comando all’IRST ed il comparto che rimane a pieno titolo assegnato all’Ausl della Romagna. Un aspetto su cui però in sede di Ctss abbiamo già avuto chiarimenti, anche in virtù del confronto aperto dalla Regione coi sindacati.
Si tratta di contributi che abbiamo voluto mettere sul piatto con un unico obiettivo: governare al meglio questa decisiva fase di trasformazione avviata dalla Regione, perché si arrivi insieme a raggiungere l’imprescindibile e unico obiettivo condiviso: più servizi, più cura, per tutti.









