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Regolamento case popolari. Ravaioli smorza polemiche, Fiori risponde ai critici

di Redazione   
Tempo di lettura 5 min
Ven 21 Gen 2011 14:31 ~ ultimo agg. 14 Mag 04:23
Tempo di lettura 5 min

La modifica al regolamento per l’assegnazione delle case popolari predisposta dall’assessore alle politiche abitative Fiori resta al centro delle polemiche. Nel mirino la decisione di premiare chi risiede nel comune di Rimini da più tempo.
Polemiche da mettere in preventivo visto che a suo tempo già era stato eliminato il “bonus residenza”.
Ieri sul tema il presidente dell’Acer Cesare Mangianti, ospite della trasmissione TRE, è stato chiaro: la modifica, ha detto, non passerà in consiglio comunale. Mangianti ha anche annunciato che a livello regionale si sta ragionando (c’è un protocollo con associazioni costruttori, regioni e coordinamento Acer) su un sistema opposto che non premi la residenza ma chi è in graduatoria da più tempo.
Oggi il sindaco Alberto Ravaioli ha cercato invece di smorzare i toni. “Seguo le polemiche ma non farei drammi. Si tratta – spiega il primo cittadino ai microfoni di IcaroTv – di graduare un punteggio da dare a chi risiede a Rimini da più o meno tempo, in modo da trovare un criterio equilibrato per l’assegnazione degli alloggi. Sarà comunque il consiglio comunale a decidere.”

Le critiche arrivate in questi giorni da Sel, Federazione della Sinistra e Rifondazione hanno spinto anche l’assessore Fiori ad alcune precisazioni, in primis sull’iter seguito. Una prima bozza delle modifiche (compresa quella sull’anzianità di residenza), chiarisce in una nota l’assessore, aveva avuto il via libera in una riunione con sindaco e capigruppo di maggioranza. Il regolamento perfezionato ha avuto poi l’assenso di organizzazioni sindacali, associazioni degli immigrati e Servizi Sociali e a novembre è stato riproposto in una riunione di maggioranza.
Difficile, verrebbe da dire, che qualcuno non sapesse.
La Fiori precisa poi che il premio alla residenza non discrimina gli stranieri ed è più facilmente documentabile rispetto all’anzianità della domanda, come chiesto invece da Rifondazione.
Si tratta, conclude l’assessore, di polemiche con finalità elettorali che fanno passare in secondo piano le modifiche più importanti al regolamento come il punteggio legato all’onerosità del canone e sulla sua incidenza sul reddito Isee.

Intanto la Federazione della Sinistra, tra le realtà più critiche insieme a Sel e Rifondazione, organizza per domani alle 17 un incontro sulle politiche abitative in Sala degli Archi a Rimini.

Newsrimini.it

La nota stampa dell’assessore Anna Maria Fiori

Dopo tutto il dibattito di questi giorni relativo al riaggiornamento del Regolamento di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ritengo doveroso fare alcune precisazioni volte a ristabilire alcune verità.
Ho portato una prima bozza del regolamento che prevedeva già parte delle modifiche proposte, compresa l’anzianità di residenza, in una riunione con il Sindaco e i capigruppo di maggioranza il 16 di settembre, in cui ho ricevuto il via libera a procedere.
Il regolamento è stato ulteriormente visionato, perfezionato ed è stato proposto alle organizzazioni sindacali, alle Associazioni degli immigrati, ai Servizi Sociali, tutti hanno dato il loro assenso.
Dopodiché sono ritornata in una riunione di maggioranza, a dire il vero scarsamente partecipata, il 9 novembre, in cui ho presentato le proposte elaborate con gli uffici. Ci sono stati alcuni distinguo da parte del Consigliere Galvani che proponeva, in sostituzione, di attribuire un punteggio sulla base dell’anzianità di presentazione della domanda.
Questo, gli è stato spiegato, è un dato non facilmente documentabile, tanto più che proprio le fasce che presentano maggior disagio sono anche quelle meno ottemperanti con regolarità alla presentazione della documentazione, per cui non sempre la loro permanenza nella graduatoria è stabile, mentre la residenza è invece un dato stabile.
Ribadisco che la proposta avanzata non vuole discriminare gli stranieri, ma si riferisce all’attribuzione iniziale di 1000 punti per tutti coloro che risiedono a Rimini da almeno 5 anni.
Naturalmente questo non esclude la presentazione della domanda da parte di chi, appena arrivato a Rimini, in possesso dei requisiti, vuole farlo. Semplicemente non gli vengono conteggiati i mille o più punti della residenza.
Mi sembra che lo sterile dibattito acceso intorno all’argomento, con finalità chiaramente elettorali, poco si addica ad un’attenta analisi dei reali bisogni di chi vive a Rimini da più o meno tempo. Ci sono situazioni di emergenza alle quali sto lavorando per dare una risposta sicura e che intendo portare a compimento prima della fine del mio mandato amministrativo.
Ripeto, il dibattito è sterile, reso ancor di più dal fatto che dopo un periodo in cui sono stati realizzati centinaia di nuovi alloggi, a Rimini in futuro, per diverso tempo, non si costruiranno più case popolari, non essendoci più la copertura finanziaria, anche se parziale, del Governo. Il Comune non sarà certo in grado di provvedere autonomamente; le assegnazioni avverranno di conseguenza tutte sulla base degli alloggi che verranno lasciati liberi. Se tutto va bene parliamo di 30, massimo 35 alloggi all’anno.
Mi dispiace invece che siano passate sotto silenzio le altre modifiche al regolamento che fanno veramente la differenza. Evidentemente politicamente devono essere irrilevanti, visto che nessuno le ha notate. Mi riferisco al punteggio che viene dato sulla base dell’onerosità del canone di locazione e l’incidenza che questo ha sul reddito ISE, ben 10.000 punti se incide per il 55%.
Questo è un elemento che vuole favorire concretamente l’abbassamento dei contratti in nero o parzialmente in nero. Un problema che interessa tutti, e soprattutto gli stranieri ai quali vengono spesso applicati contratti con canoni esosi, e non sempre regolari. La modifica proposta va proprio nella direzione di non favorire il proliferare di simili contratti garantendo un punteggio massimo che fa la differenza.
Ma di questo, chiaramente, non importa nulla a chi oggi contesta il regolamento.

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