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Pruccoli (PD): permettere fusioni anche a comuni non limitrofi

In foto: Pruccoli in aula
Pruccoli in aula
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 16 Gen 2016 17:14 ~ ultimo agg. 19 Mag 06:42
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Una modifica alla legge regionale per introdurre la possibilità di fondersi anche a comuni non limitrofi. La presenterà nei prossimi giorni il consigliere regionale del PD Giorgio Pruccoli che ribadisce l’importanza per i comuni di cogliere l’occasione delle fusioni senza arroccarsi su campanilismi fuori tempo. Un plauso a Gemmano e Morciano che hanno accolto la sfida. Non si può obbligare nessuno a farlo, spiega Pruccoli, ma neanche permettere che l’opposizione di un solo comune sia di impedimento ad altri.


 

L’intervento di Giorgio Pruccoli:

“Riziero Santi e Claudio Battazza hanno colto nel segno, cogliendo appieno il vero senso dell’opportunità rappresentata dalla fusione.Molti dei nostri territori sono troppo piccoli per poter pensare di competere, nonostante le singole eccellenze che vantano, con una realtà regionale e nazionale sempre più complessa. Il paese intero, l’Italia, sta mostrando accenni di ripresa soprattutto perché l’attuale Governo ha avuto il coraggio di affrontare temi delicati, abbracciando sfide importanti”.

“La tempistica è fondamentale per potere usufruire degli incentivi e dei contributi messi a disposizione sia dallo Stato che dalla Regione. Per quanto riguarda la Valconca gli stanziamenti nazionali ammonterebbero a ben undici milioni di euro in dieci anni per una fusione a quattro comuni; a nove milioni per una fusione a tre comuni (senza Montefiore Conca) ed a sei milioni con una fusione solo fra Morciano di Romagna e Gemmano. Oltre a questi contributi nazionali sarebbero previsti anche denari regionali, incentivi ed il superamento del patto di stabilità”.

“So di cosa sto parlando perché ho vissuto il tutto in prima persona, nel corso di un decennio nel ruolo di Sindaco di Verucchio. Insomma capisco bene le difficoltà di quei Comuni medio-piccoli costretti, quando è ora di chiudere un bilancio, a contare anche le decine di euro per fare quadrare i conti. E con ogni bilancio in gioco ci sono in primis il sistema del welfare locale e poi le scuole, gli asili, le strade, ecc… Santi e Battazza hanno ragione: date le condizioni tergiversare ulteriormente sulle fusioni sarebbe delittuoso per dei territori come i nostri che hanno bisogno di ammodernamento, manutenzioni, sviluppo e lavoro”.

“Facendo sistema si esce dalle situazioni più complicate. Bisogna superare i campanilismi. E questo vale sia per la Valconca che per la Valmarecchia. Ognuna di queste due valli accoglie Comuni legati da una storia simile, lunga secoli e forse anche di più. E’ quasi comico continuare ad arroccarsi tra i propri limitati confini, quando sono stati stesi tappeti rossi per crescere ed evolversi in maniera rapida. Fondersi non è solo un’occasione in termini finanziari, per immettere nelle casse comunali denaro: significa strutturare nuove realtà, solide e pronte per vivere da protagoniste il presente ed il futuro. Però non possiamo obbligare nessuno a compiere questo passo. Ma non è giusto che l’opposizione di un solo comune, debba negare ad un altro la possibilità di fondersi. Proprio per questo nei prossimi giorni presenterò un’apposita modifica alla legge per consentire la fusione dei Comuni non limitrofi”.

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