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Cronaca Newsrimini Rimini

Processo Pantani. Un consulente della difesa: Pirata non morì per cocaina

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Lun 19 Giu 2006 17:21 ~ ultimo agg. 11 Mag 17:29
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Dopo quattro ore di camera di consiglio il giudice unico di Rimini Carlo Masini ha rigettato le sette istanze presentate dagli avvocati difensori di Fabio Carlino, titolare di un’ex agenzia di reclutamento di cubiste, alla sbarra davanti al tribunale di Rimini per rispondere di “morte come conseguenza del reato” di Marco Pantani, trovato privo di vita nella stanza del residence hotel ‘Le Rose’ di Rimini il 14 febbraio 2004. Alla sbarra anche, ma con la sola imputazione di concorso in spaccio di stupefacenti, l’ultima compagna del Pirata, la ballerina russa Helena Korovina: anche oggi non si è presentata in aula. A rappresentarla l’avvocato Alessandro Catrani. Dopo la bocciatura di tutte le “osservazioni”, al collegio difensivo di Carlino ora resta la “battaglia” con il pubblico ministero Paolo Gengarelli, basata su perizie e testimoni che farà entrare nel vivo la seconda tranche del processo per la tragica fine del Pirata con l’udienza del prossimo 18 settembre. Gli avvocati Venturi e Greco confidano molto nel lavoro di un consulente, un tossicologo forense, con cui sono entrati in contatto nei mesi scorsi. Il docente universitario, sulla scorta delle conclusioni e degli esiti degli esami tossicologici già fatti dal dottor Giuseppe Fortuni, il medico legale perito di parte della Procura, sostiene che a cagionare la morte del Pirata non sarebbe stata come causa diretta la massiccia dose di cocaina inalata nel suo ultimo soggiorno a Rimini. Ma a causare il decesso del campione sarebbe stata la droga unita alle precarie condizioni fisiche, minate da un uso spropositato di farmaci. Secondo il tossicologo della difesa, infatti, nel fegato, nel pancreas, nei reni del Pirata sono state trovate tracce di sostanze 7-8 volte superiori a quelle normalmente registrare in soggetti che fanno uso di certi medicinali. Un’ intossicazione rivelatasi fatale con l’assunzione massiccia di cocaina. “Non ci sono dubbi su cosa abbia provocato la sua morte”, ha commentato in una pausa dell’udienza odierna l’avvocato Ferdinando Santoni, legale di parte civile della famiglia Pantani. “Questo grazie a un’accurata indagine – ha proseguito – che ha permesso di ricostruire tutti i passaggi, inclusa l’ ultima massiccia fornitura di cui si sono trovate ampie tracce nella stanza dove Pantani è stato trovato privo di vita”. “Una stanza – ha concluso – da cui Marco è uscito una sola volta e dove ha ricevuto come unica visita quella del fattorino che gli ha consegnato la dose mortale. Reato per cui ha già patteggiato la condanna”. Il riferimento è a Ciro Veneruso, ultimo ‘pusher’ a fare una consegna al Pirata che con Fabio Miradossa, ultimo fornitore di cocaina di Pantani, hanno patteggiato rispettivamente lo scorso novembre davanti al Gup di Rimini, Giacomo Gasparini, 3 anni e 10 mesi e 4 anni e 10 mesi. (ANSA).

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