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omissione di atti d'ufficio

Processo appalti per le strade, assolti i dipendenti della provincia

In foto: repertorio
repertorio
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Si è chiusa con una assoluzione il caso giudiziario che vedeva coinvolti un dirigente e un funzionario della Provincia di Rimini, accusati di irregolarità nella gestione di un appalto per la manutenzione stradale. Il gup di Rimini, Alessandro Capodimonte, ha stabilito che il fatto non sussiste, ponendo fine a una vicenda iniziata con un'indagine della Guardia di Finanza nel 2019. Tutto era nato dalla segnalazione di un’impresa esclusa da un bando di gara triennale da 125mila euro per il ripristino di alcune strade provinciali interessate da incidenti stradali.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i due dipendenti pubblici non avrebbero effettuato i controlli necessari sull'azienda vincitrice, una ditta del Bolognese, che avrebbe dichiarato falsamente l'uso esclusivo di alcuni mezzi per il territorio riminese. L'accusa di omissione di atti d’ufficio era scaturita nonostante la giustizia amministrativa si fosse già espressa favorevolmente sulla regolarità della gara: sia il Tar che il Consiglio di Stato avevano infatti respinto i ricorsi presentati dalle ditte escluse.

Nel corso del procedimento penale, anche la stessa Provincia di Rimini, inizialmente costituitasi parte civile, aveva fatto marcia indietro, rinunciando alla costituzione dopo aver approfondito la correttezza dell'operato dei propri dipendenti. In giornata (lunedì) è arrivata la decisione definitiva. Difesi dagli avvocati Leonardo Bernardini e Carlo Caparrini, il dirigente e il funzionario sono stati assolti con rito abbreviato. Per il giudice, la condotta dei due dipendenti è stata pienamente regolare e le accuse di omissione sono cadute perché il fatto non sussiste. Un verdetto che, come sottolineato dai legali, chiarisce definitivamente la trasparenza degli atti prodotti dall'ente provinciale. 
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