Meticcio conteso tra ex, 52enne assolto dall'accusa di appropriazione indebita
Una storia d'amore finita male che si trasforma in una battaglia legale senza esclusione di colpi. Non ci sono beni materiali contesi, ma un animale, un cane meticcio di piccola taglia finito al centro di un processo penale davanti al tribunale di Rimini. Tutto ha inizio nel giugno del 2025 a Riccione. Una donna di 60 anni denuncia l'ex compagno, di 8 anni più giovane, per appropriazione indebita. Secondo il racconto della donna, l'ex, con il pretesto di una visita, si sarebbe allontanato con l'animale senza più restituirlo, ignorando messaggi e diffide legali. Quel cane, che per lei è come un figlio, le sarebbe stato regalato nel 2018. A supporto della sua versione, la signora ha presentato certificati di iscrizione all'anagrafe canina in diverse regioni, che attesterebbero la sua proprietà esclusiva.
Ma la versione dell'imputato è diametralmente opposta. Il 52enne, difeso dall'avvocato Stefano Caroli, sostiene di essere lui il legittimo proprietario sin dalla nascita dell'animale. A suo dire, infatti, la firma sui documenti di cessione sarebbe stata falsificata dall'ex compagna utilizzando le fotocopie dei documenti d'identità. Una tesi che avrebbe convinto il giudice monocratico, che ha assolto il 52enne "perché il fatto non sussiste".
La donna ora rischia l'apertura di un procedimento per calunnia nei suoi confronti, anche se attraverso il suo legale, Alessandro Buzzoni, ha preannunciato il ricorso in Appello contro la sentenza assolutoria di primo grado.










