Primark apre al Romagna Shopping Valley. Zanzini: cosa resta dei piccoli negozi?
"L’annunciata apertura di Primark al Romagna Shopping Valley di Savignano rappresenta un passaggio destinato a incidere profondamente sugli equilibri commerciali dell’intero territorio romagnolo, Rimini inclusa". Ad affermarlo il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Giammaria Zanzini che interviene sul progetto di ampliamento del polo commerciale savignanese che porterà in Romagna il colosso irlandese del low cost. "Non possiamo permetterci di leggere questa novità come un fatto senza conseguenze - dice -. Siamo di fronte a una tipica dinamica dei territori di confine. Anche se l’intervento ricade amministrativamente in un’altra provincia, gli effetti saranno immediati e diretti anche sul tessuto commerciale riminese. I grandi colossi non conoscono confini, ma spostano flussi, consumi e abitudini su scala vasta. Se da una parte un’operazione di questo tipo porterà movimento e capacità attrattiva al centro commerciale, dall’altra un marchio con una politica di prezzi estremamente aggressiva, rischia di sottrarre ulteriore ossigeno al commercio di prossimità, già duramente provato".
Zanzini ricorda i dati con le imprese del commercio e soprattutto i negozi di prossimità in forte contrazione: "In questo scenario, si di accelerare ulteriormente un processo di spostamento dei flussi verso i grandi contenitori, con un rischio evidente: dove si concentrano i flussi, il resto del territorio perde vitalità. E il commercio di vicinato non è solo economia: è presidio sociale, sicurezza, identità dei nostri centri. Non si tratta di opporsi allo sviluppo o agli investimenti, ma di governarli.
Il presidente rilancia poi la necessità di interventi urgenti per sostenere il commercio urbano: "politiche fiscali locali, accessibilità, parcheggi, sicurezza, eventi, rigenerazione dei centri storici e sostegno concreto alle imprese. Senza interventi, il rischio è quello di accompagnare passivamente un declino già in atto. L’arrivo di Primark sarà una festa per molti, attratti da oneri di urbanizzazione e da un modello di business che produce grandi quantità a basso costo e bassa qualità, causando però forti impatti ambientali e sociali. Questi ulteriori 6820 metri quadrati di costruzioni nelle campagne annunciati da Klépierre, la multinazionale francese che gestisce tra i tanti altri anche questo centro commerciale, non fanno che accelerare il processo".
Per chiudere con una domanda laconica: "cosa resterà del nostro sistema commerciale di prossimità, della vivibilità delle nostre città, dell’attrattività del nostro
turismo locale?”.












