Presunti maltrattamenti ad un ospite disabile, interdizione per sette oss
Le telecamere e i microfoni nascosti dagli investigatori dell'Arma hanno registrato mesi di offese, minacce e maltrattamenti ai danni di chi non poteva difendersi. La vittima è Claudio Agostini, 65enne affetto da grave disabilità psicofisica, ospite della struttura Luce sul Mare di Bellaria. L'inchiesta della Procura di Rimini scatta nel marzo 2025, in seguito alla denuncia presentata dai familiari dell'uomo, assistiti dall'avvocato Luca Greco.
Alcuni mesi prima Agostini era stato ricoverato in ospedale con varie fratture al volto e al corpo, imputate a una caduta accidentale. A ottobre il decesso per cause naturali. Escluso il nesso di causalità con i presunti maltrattamenti. Che invece vengono documentati dai filmati: umiliazioni continue, un prolungato uso di mezzi di contenimento e gravi carenze assistenziali finiscono al centro dell'impianto accusatorio. La struttura nel frattempo si è dichiarata parte lesa e ha fatto sapere, attraverso il suo legale, l'avvocato Alessandro Sarti, che se le accuse nei confronti dei sette operatori sociosanitari indagati saranno confermate, agirà a tutela del proprio nome.
La novità è che il pubblico ministero Davide Ercolani, dopo il no del gip alla richiesta di misura cautelare in carcere per i sette oss, ha presentato appello al tribunale della Libertà di Bologna. I giudici hanno accolto il ricorso e disposto la misura interdittiva del divieto di esercitare la professione: dodici mesi per cinque indagati e sei mesi per gli altri due. L'esecuzione del provvedimento resta attualmente sospesa fino a decisione definitiva. Infatti, i loro difensori, gli avvocati Enrica Vasini e Paolo Gasperoni, potranno presentare ricorso in Cassazione.










