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Poggio Berni: vecchia scuola all’asta? L’appello a salvarla: luogo identitario

In foto: la vecchia scuola di Poggio Berni
la vecchia scuola di Poggio Berni
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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La vecchia scuola di Poggio Torriana, costruita nel 1938, sembra destinata all’asta non prima di un cambio di destinazione per tramutarla in residenziale. A sollevare la questione è l’avvocato Alessandro Catrani, esperto d’arte e storico appassionato. Una delibera di consiglio comunale del 29 maggio 2023 (per aggiornare il Documento Unico di programmazione 2023-2025) prevede infatti, nell’ambito del piano delle valorizzazioni e alienazioni, che la scuola di Poggio Berni possa essere interessata da un cambio di per poi effettuare l’asta pubblica e autorizzarne infine la vendita. Una scelta che solleva la contrarietà di Catrani che evidenzia come si stia “parlando di uno degli Edifici Storici identitari della realtà di Poggio Berni. La sola idea di cancellare una così importante traccia della locale identità (che non è solo locale, perché una Scuola è di tutti, non solo di Poggio Berni) va stigmatizzata e respinta, poiché in contrasto con la tutela e salvaguardia dei luoghi che un tempo sono stati “per la cultura”, “per la crescita di una comunità”, e, quindi, vanno ed andranno sempre salvaguardati, protetti, mantenendo l’originaria destinazione d’uso e di scopo“.
L’avvocato spiega poi che l’edificio è “struttura pregevole in puro stile Razionalista” e “ne fu deliberata la costruzione, come attestano i documenti comunali, nel 1938 ed è perfettamente conservata (addirittura la targa marmorea è originale). Se venisse confermata la summenzionata intenzione sarebbe davvero una iniziativa non in linea con l’eredità culturale del territorio e della storia locale ed artistica dello stesso“.
Catrani lancia infine un appello su Fb: “lottiamo tutti democraticamente per mantenere questo piccolo gioiello per come è nato, perpetuandone la sua funzione e destinazione pubblica e consegnandolo intatto alle future generazioni del territorio.
Solo così si lascerà un’eredità: non costruendo appartamenti“. Un appello raccolto, tra gli altri, dallo storico dell’arte Alessandro Giovanardi: “sono le ultime realtà di un’architettura sensata e immaginata per una funzione civile e pubblica. Giù le mani da ciò che miracolosamente resta in piedi” scrive.

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