Indietro
menu
la sentenza

Intervento sbagliato all'utero e diagnosi tardiva: paziente risarcita

In foto: L'ingresso del tribunale di Rimini
L'ingresso del tribunale di Rimini
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 1 min
Tempo di lettura 1 min

Un intervento di asportazione dell'utero trasformatosi in un complesso e lungo percorso clinico e giudiziario. È la vicenda di una donna riminese che, nel corso di un'operazione di isterectomia, ha riportato una lesione all'uretere destro. A complicare il quadro clinico è stata la mancata e immediata individuazione del danno. Infatti, nonostante la comparsa di febbre e forti dolori addominali, la diagnosi di uroperitoneo e delle successive infezioni urinarie è giunta con netto ritardo, solo dopo molteplici accessi al pronto soccorso e ripetuti ricoveri

Una situazione che ha costretto la paziente a sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico riparatore e a degenze prolungate. Il Tribunale civile di Rimini, ha accertato la responsabilità contrattuale in solido delle strutture sanitarie del Riminese che hanno avuto in cura la donna, sia per l'errata esecuzione dell'atto chirurgico che per la tardiva diagnosi.

Alla paziente è stato riconosciuto un danno biologico permanente del 5%, oltre al danno morale per le sofferenze patite durante l'iter terapeutico e al rimborso delle spese mediche e peritali. La somma totale che le strutture dovranno risarcire ammonta a 19.500 euro, oltre agli interessi legali.

Altre notizie
di Icaro Sport