Piano Arenile. L’amministrazione mette in campo l’abilitazione anti-sequestro
Sono oltre una trentina le osservazioni al piano spiaggia che l’amministrazione intende votare giovedì in consiglio comunale. Stamattina, in commissione, i consiglieri hanno cominciato l’esame delle Controdeduzioni alle osservazioni sulla Variante al Piano, ma, per la mole del lavoro, ci si è dovuti fermare, per riprendere domani. Anche perchè la prima parte della riunione è stata dedicata a una nuova osservazione, sul rilascio dei titoli edilizi dei manufatti.
La nuova normativa in materia prevede “titoli abilitativi” per i manufatti. Sin qui, la pratica usata prevedeva che gazebo, camminamenti, fioriere fossero edilizia libera: e richiedessero, dunque, solo la concessione demaniale o paesaggistica. Il cambio normativo è tra l’altro arrivato in una fase particolare per la categoria: con uno stallo di fatto degli investimenti in attesa dei bandi per le concessioni nel 2015.
L’amministrazione ha elaborato dunque una nuova osservazione d’ufficio, che prevede, per ciascun concessionario un’autoverifica dei manufatti che ha nel proprio bagno e dei loro titoli abilitativi (ovvero demaniali o paesaggistici). Se in possesso di questo, i bagnini avranno la possibilità di presentare un progetto per avere il titolo edilizio necessario. Titolo concesso per un massimo di 40 mq per gli ombreggi (a prescindere dalla dimensione della concessione). Non si tratta di una sanatoria, ha scandito in commissione l’assessore Gamberini, “perchè dal titolo paesaggistico non si prescinde. Chi non ce l’ha deve smontare i manufatti”. Soddisfatti della via intrapresa dall’amministrazione Giorgio Mussoni, il presidente di Oasi Confartigianato. L’amministrazione dà così una mano alla categoria, gli diciamo… “Tutto quello che c’è in spiaggia – risponde – è utile e forse non basta neanche. Se pensiamo che si pensa a fare mega stabilimenti balneari, significa che quello che c’è oggi non è ancora sufficiente”. Ma Mussoni tiene a raccontare la storia dei gazebo in spiaggia. “Sono nati perchè noi, con qualche ritrosia li abbiamo installati una ventina di anni fa. Ci venne chiesto dall’amministrazione in occasione del compimento del 150esimo compleanno del primo stabilimento balneare riminese. La nascita dei gazebo in spiaggia è da ricercare lì. E, bisogna dire, per noi non hanno nessun interesse economico, sono una spesa. Però abbiamo visto che sono apprezzati dalla gente”.
Resta da vedere quanti possano comunque trovarsi nei guai perchè non in possesso di alcuna documentazione. “Non posso quantificare questo con certezza” – ammette Mussoni. “Ma non credo siano tanti quelli senza autorizzazione. Anche perchè all’epoca bastava l’autorizzazione della Capitaneria di porto”.
Soddisfatto Mussoni lo è anche dei nuovi standard di qualità che saranno portati dal nuovo piano spiaggia, definendo la densità degli ombrelloni per zona. La più alta, a Marebello e Miramare, è di un ombrellone ogni 11 mq. Nel nuovo piano spiaggia gli ombrelloni vengono conteggiati in modo che ampliando la fascia di ombreggio non cambi il loro numero. “Gli stessi ombrelloni vengono spalmati su una porzione quasi doppia rispetto ad oggi. Cambierà la situazione degli utenti, che oggi, in alcune zone, si trovano sacrificati in ombrelloni l’uno attaccato all’altro, con un ampio specchio di spiaggia davanti sottoutilizzato”.
(NewsRimini.it)











