Piano arenile. I dubbi di Croatti (M5S): non si renda spiaggia più selettiva
Il tema non è "dire semplicemente sì o no alle piscine sulla sabbia", a Rimini, "ma respingere con forza una visione che appare sempre più esclusiva e meno inclusiva delle nostre spiagge, beni comuni di tutti i cittadini e non proprietà private di qualche imprenditore". Ne è convinto il senatore riminese del M5s Marco Croatti che, affrontando la questione del piano dell'arenile approvato dal Consiglio comunale, teme la tendenza "a rendere la spiaggia di Rimini sempre più selettiva, con un numero crescente di servizi rivolti soltanto a chi può permetterseli". Ciò che preoccupa è che, "a fronte di un irrinunciabile e comprensibile aumento dei servizi sull'arenile, anche a pagamento, non corrisponda un altrettanto forte impegno verso la libera fruizione e l'arricchimento di funzioni accessibili a tutti". Da qui il rinnovo di richieste alla Giunta. Ovvero "avere più coraggio nell'aumentare le spiagge libere, nel diminuire il cemento e il consumo di suolo e nel ridurre in modo consistente il numero di concessioni, per diversificare le funzioni dell'arenile che oggi, in modo anacronistico e non più adeguato alla domanda, presenta lo stesso prodotto balneare senza soluzione di continuità per chilometri e sostanzialmente immutato da decenni". Di certo, conclude Croatti, il piano, "in sinergia con le imminenti gare per l'assegnazione delle concessioni demaniali, ridisegnerà il futuro del comparto per i prossimi decenni e incrocerà molti temi cruciali per il nostro territorio: non solo l'indotto turistico, ma anche la socialità e le relazioni, il benessere, l'integrazione, il rapporto con la natura".










