Per una detenzione più umana: PrC visita il carcere dei Casetti
Per sensibilizzare anche Rimini su questi problemi, oggi una delegazione regionale di Rifondazione Comunista e dell’associazione di detenuti Papillon, nata nel carcere romano di Rebibbia, ha visitato oggi la casa circondariale dei Casetti.
Una struttura che resta alle prese con diverse criticità.
I problemi, sono quelli noti. Già il settimanale Il Ponte, nel numero della scorsa settimana, li aveva ricordati: la casa circondariale dei Casetti di Rimini ha una capienza regolamentare di 122 detenuti, una tollerabile di 188. Oggi, giorno della visita della delegazione di Rifondazione Comunista, sono 190. Ma in estate si é arrivati a 360, con la necessità di usare la sala ricreativa come dormitorio.
Ci sono problemi di organico: le 120 unità in estate sono del tutto insufficienti. Manca personale amministrativo, manca una guardia medica interna e, soprattutto, ci sono gravi carenze strutturali: due terzi dei detenuti si trovano in celle strette, in cui letti, spazio per mangiare e sanitari sono ammassati.
C’é anche una sezione che funziona, la sezione rieducativa Andromeda: un’indagine su chi c’é stato ospitato, tra l’altro, registrano di un indice di recidività molto inferiore alla media. Ma purtroppo, ai Casetti, é l’eccezione e non la norma.
Una situazione di per sè difficile, complicata dai tagli delle ultime finanziarie. Quella dei Casetti é una casa circondariale, dove non si scontano pene superiori ai 5 anni. Oltre all’affollamento estivo, ci sono anche altre particolarità che la condizionano: i tossicodipendenti sono il 60%, il doppio della media regionale. Una percentuale che rende necessaria una nuova sezione del Seat da affiancare a quella esistente.
Il 51%, inoltre, sono stranieri, soprattutto arabi e magrebini: la richiesta di mediazione culturale, quindi, é forte, così come quella dell’impegno della società civile e del volontariato. La competenza sulle strutture é del Ministero, ma anche le amministrazioni locali possono fare la loro parte. Rifondazione chiederà al Comune di ospitare una mostra delle opere realizzate nei laboratori dei Casetti, e proporrà anche di attivare le borse-lavoro, con incarichi da affidare ai detenuti di semi-libertà. Leonardo Masella é consigliere regionale di Rifondazione Comunista.










