In Regione il nuovo Patto per il lavoro con l'aggiunta dell'economia sociale
Nasce in Emilia-Romagna un nuovo patto regionale per il lavoro e per il clima, a cui si aggiunge anche l'economia sociale. E' questa la configurazione dell'accordo nella sua prima versione con Michele de Pascale alla guida della Regione. A lungo sospirato in particolare dai sindacati, il patto sarà siglato formalmente a settembre dai sindacati confederali, dalle associazioni di impresa, dalle Università e dagli enti locali: in pratica lo stesso perimetro delle edizioni precedenti, quando in viale Aldo Moro c'era Stefano Bonaccini. Ma con una attenzione particolare anche all'economia sociale e al mondo del terzo settore. "Stiamo parlando di un patto che è un unicum a livello nazionale", ricorda de Pascale alla fine dell'incontro per la presentazione dell'atto stamane in Regione. "E' sottoscritto da tutte le organizzazioni datoriali, da tutte le organizzazioni sindacali confederali e anche dai comuni, dalle province, dalle Università della nostra regione e da molte associazioni del terzo settore. La pluralità degli attori quando si è entrati maggiormente nel merito ha necessitato qualche mese in più di discussione, ma siamo molto soddisfatti del risultato". Per quanto riguarda i fondi per dare corpo al patto, "in questa fase, finito il Pnrr, noi speriamo ovviamente che lo Stato continui a sostenere gli investimenti delle regioni e degli enti locali, ma visto che però non siamo così sicuri la Regione è pronta a fare la propria parte", assicura il governatore. Ci sono poi le incertezze legate ai nuovi fondi Ue. "Se non verrà confermato l'impegno dell'Unione Europea a favore delle regioni, è chiaro che per l'Emilia-Romagna potrebbe rappresentare un problema serio", avverte ancora de Pascale, che vede nel patto anche una leva in più per vedere riconosciute le risorse necessarie allo sviluppo dell'Emilia-Romagna. "E' un salto culturale che ha messo d'accordo tutti, anche chi è sul fronte opposto", sottolinea da parte sua il vicepresidente con delega economica Vincenzo Colla. "Mi ha fatto molto piacere- confida Colla- il senso di responsabilità: non avevo dubbi dubbi che tutte le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali, le nostre Università e tutti i soggetti avrebbero aderito. Le relazioni sono importantissime. Questa è l'Emilia-Romagna".
I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil in Emilia-Romagna manifestano soddisfazione per l'accordo (la firma ufficiale è attesa a settembre). E' un patto, afferma il leader regionale della Cgil Massimo Bussandri, "che dal nostro punto di vista coglie tutti gli obiettivi di salvaguardia e di rilancio della buona occupazione che ci eravamo prefissi, e immaginiamo possa dare una mano anche alla soluzione della questione salariale sempre più lancinante, sempre più feroce in questo paese". Il segretario della Cisl Filippo Pieri evidenzia però anche i "tempi lunghi e incerti che hanno accompagnato l'iter di rinnovo. Un percorso- sottolinea- costellato da ingiustificati rallentamenti, che rischiava di indebolire l'efficacia stessa dello strumento. In una fase congiunturale complessa, segnata da conflitti, crisi industriali, rincari energetici e incertezze globali, la nostra regione ne avrebbe avuto bisogno già da mesi". Per la Uil Emilia Romagna, aggiunge Marcello Borghetti, il "punto centrale è che, questa volta, quel metodo dovrà essere davvero praticato. Le linee d'azione concordate da tutti i sottoscrittori non possono rimanere soltanto scritte nelle intese regionali, come è accaduto con i precedenti Patti del 2015 e del 2020". Apertura anche da parte dell'Ugl, che però fa sapere insisterà su alcuni temi cari al sindacato. "In materia energetica- è l'esempio citato da Tullia Bevilacqua- avevamo chiesto e lo facciamo ancora di ragionare sulle possibilità offerte dall'energia nucleare di nuova generazione".










