Pellegrinaggio diocesano.Centinaia a Loreto in preghiera per la pace
Un pomeriggio di preghiera, comunione e affidamento a Maria a Loreto. Centinaia di pellegrini della Diocesi di Rimini si sono ritrovati domenica 18 ottobre al Santuario mariano per il secondo Pellegrinaggio diocesano, celebrato nella Giornata Missionaria Mondiale. Una scelta che, dopo l’esperienza dello scorso anno, nel cuore del Giubileo, si avvia a diventare una bella tradizione per la Chiesa riminese.
Parrocchie, gruppi e singoli fedeli, arrivati con mezzi propri o attraverso l’organizzazione dell’Agenzia Ariminum Travel, hanno condiviso un pomeriggio culminato nella celebrazione eucaristica nella Basilica. Ad accogliere la delegazione riminese è stato l’arcivescovo di Loreto, mons. Fabio Dal Cin, che ha espresso la propria gratitudine per la presenza di un’intera Diocesi in pellegrinaggio. Un’esperienza non così frequente, ha sottolineato, rispetto ai gruppi più piccoli, alle famiglie e ai pellegrini che abitualmente raggiungono il Santuario.
Il Rosario, accompagnato da momenti dedicati alle confessioni, è stato animato dal coro di Canonica e da gruppi e associazioni. 25 sacerdoti hanno accompagnato i fedeli, in un clima di raccoglimento e fraternità. Al centro, la preghiera per la pace nel mondo, secondo l’invito di papa Leone XIV, che aveva chiesto ai pellegrini riminesi incontrati a Roma lo scorso 23 settembre di pregare per la pace, e l’affidamento a Maria delle missioni e delle comunità cristiane.
“Loreto ci riporta al cuore della missione: quel Dio che si è fatto uomo, che ha scelto di abitare la nostra storia e di farsi vicino a ciascuno di noi”, ha detto il vescovo Nicolò. “Il Verbo si è fatto carne proprio in una casa, dentro la vita quotidiana di una famiglia. È da questa vicinanza di Dio all’umanità che nasce anche il nostro annuncio missionario: non portiamo un’idea, ma l’incontro con una Persona che viene ad abitare la nostra vita”.
La Giornata Missionaria Mondiale ha dato così un significato particolare al pellegrinaggio. La Santa Casa, con il ricordo di Maria, Giuseppe e Gesù, richiama infatti non soltanto le origini della vita di Cristo, ma anche la famiglia come luogo di accoglienza, educazione alla fede e apertura agli altri. Un messaggio quanto mai attuale, in un tempo segnato da conflitti e divisioni, nel quale la preghiera per la pace diventa anche impegno quotidiano a costruire relazioni nuove.
Il vescovo Nicolò ha ricordato inoltre il valore di ritrovarsi come Chiesa diocesana: “Venire insieme a Loreto significa riconoscerci parte di una comunità più grande delle nostre singole parrocchie. Affidiamo a Maria le nostre famiglie, i sacerdoti, le comunità e soprattutto il mondo ferito dalla guerra. La pace è un dono da invocare, ma anche una responsabilità da assumere, ciascuno nel proprio quotidiano”.
Parole che si intrecciano con la testimonianza di don Giuseppe Tognacci, rettore della Basilica Cattedrale di Rimini: “A Loreto abbiamo vissuto un bel momento di comunione. Ci siamo sentiti attesi e accolti da Maria e Giuseppe, che nella Santa Casa hanno vissuto secondo la volontà di Dio, cooperando all’opera della salvezza. È una casa in cui si entra portando il proprio vissuto, ci si ferma un poco, ci si ristora e si riceve luce e forza per riprendere il cammino”.
La seconda edizione del pellegrinaggio conferma dunque il desiderio della Diocesi di coltivare occasioni condivise di spiritualità, oltre i confini delle singole comunità. Il prossimo anno l’appuntamento a Loreto sarà rinnovato nella terza domenica di ottobre, per proseguire un cammino che unisce preghiera, fraternità e missione.
I prossimi appuntamenti
Il prossimo pellegrinaggio diocesano è in programma venerdì 28 novembre a La Verna, nell’anno dell’ottavo centenario del Transito di San Francesco e in occasione della conclusione del Giubileo francescano.
La Diocesi affida inoltre a Maria, Madonna di Loreto, la Visita Pastorale Zonale, che prenderà avvio il 1° novembre, solennità di Tutti i Santi: un nuovo tratto di strada da percorrere insieme, sotto lo sguardo dei santi e nella fiducia che la fede continui a generare speranza e comunione.










