Oss di quartiere, riscontri positivi. A Rimini il servizio si amplia
Una figura di prossimità capace di ascoltare, osservare e intercettare i bisogni che emergono nella vita quotidiana delle persone fragili. È l'obiettivo del progetto "Oss di quartiere", promosso dal Comune di Rimini e gestito dalla Cooperativa sociale Seriana2000. Nel concreto, spiega l'amministrazione, il suo ruolo consiste nell'ascoltare cittadini, famiglie e caregiver, orientandoli verso i servizi presenti sul territorio e fungendo da collegamento con la rete socio-sanitaria.
Gli operatori supportano gli assistiti nelle necessità quotidiane, facilitano l'accesso ai servizi e ai luoghi di bisogno primario e contribuiscono in modo significativo a contrastare la solitudine e l'isolamento sociale, fattori che incidono profondamente sul benessere delle persone fragili. Attivo dal febbraio 2023, il progetto, precisano da Palazzo Garampi, rappresenta un modello innovativo di assistenza di prossimità, finalizzato a sostenere le persone nel proprio contesto di vita e a prevenire il rischio di istituzionalizzazione. Attualmente sono sei gli Oss distribuiti sui 12 nodi territoriali del Comune, garantendo interventi flessibili, tempestivi e personalizzati. E sono un'ottantina gli anziani seguiti, ai quali vengono assicurati accompagnamenti verso servizi essenziali, supporto nelle attività quotidiane e un monitoraggio costante delle condizioni di fragilità. Ci sono 14 persone con disabilità coinvolte nel progetto, con interventi mirati al sostegno dei caregiver, all'accesso ai servizi e alla gestione di pratiche amministrative. In alcuni territori sono inoltre attive attività di gruppo a carattere ludico e ricreativo, finalizzate a favorire socializzazione e inclusione.
Come sottolinea l'amministrazione comunale, sono "molto positivi" i riscontri da parte degli utenti, che apprezzano la vicinanza, la discrezione e la capacità di rispondere ai bisogni quotidiani. Anche gli operatori coinvolti sottolineano l'alto valore sociale del servizio e la qualità delle relazioni instaurate. Si prevede ora un'ulteriore implementazione del servizio, con l'estensione degli interventi anche ad altre categorie di persone svantaggiate. Così da mantenere le persone nel proprio ambiente di vita, attivando percorsi personalizzati di sostegno e prevenendo l'ingresso in strutture residenziali quando non strettamente necessario.












