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Categorie sul piede di guerra

Ordinanza sui cantieri a Riccione. Imprese preoccupate: serve equilibrio

In foto: il lungomare di Riccione
il lungomare di Riccione
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Forte preoccupazione per l'ordinanza con cui il Comune di Riccione introduce nuove stringenti limitazioni alle attività dei cantieri nella zona turistica durante la stagione estiva. Ad esprimerla sono, in una nota congiunta, le associazioni di categoria: CNA Rimini, Confartigianato Imprese Rimini, Confindustria Romagna, Legacoop Romagna, Confcooperative Romagna-Estense. 

Pur condividendo la necessità di tutelare quiete pubblica e riposo di residenti e ospiti, le associazioni chiedono all'amministrazione di "intervenire nei confronti di chi non rispetta le norme, opera al di fuori degli orari consentiti o produce inquinamento acustico non conforme alle disposizioni vigenti" ma anche di "distinguere con chiarezza tra le responsabilità dei singoli e l'attività della grande maggioranza delle imprese che lavorano correttamente e nel pieno rispetto delle regole".

L'ordinanza introduce, ad esempio, il divieto di lavori rumorosi in prossimità delle strutture ricettive e consente attività non rumorose esclusivamente dal lunedì al giovedì in fasce orarie limitate, con il blocco totale delle lavorazioni in un giorno feriale come il venerdì. "Si tratta di misure - affermano le associazioni - che incidono in modo significativo sull'organizzazione del lavoro delle imprese, delle aziende impiantistiche, delle manutenzioni e dell'intera filiera delle costruzioni, con inevitabili ripercussioni sui tempi di esecuzione degli interventi e sui relativi costi". A pagarne le conseguenze saranno poi anche i lavoratori. "La sospensione delle attività dal venerdì alla domenica - sottolineano - pone infatti un problema concreto di organizzazione del lavoro. Ci chiediamo quale debba essere, in questo contesto, la gestione della giornata del venerdì per centinaia di addetti del settore: una giornata di ferie forzata, una giornata improduttiva o una giornata da recuperare con ulteriori difficoltà organizzative per aziende e lavoratori. È un aspetto che merita attenzione e che avrebbe richiesto una valutazione preventiva più approfondita degli effetti economici e occupazionali del provvedimento."

Le categorie del settore temono poi che queste restrizioni generalizzate finiscano per penalizzare "anche quelle imprese che hanno sempre operato nel rispetto delle prescrizioni in materia di orari, sicurezza e contenimento delle emissioni sonore. Chi sbaglia deve essere sanzionato, ma non si può scaricare indistintamente sull'intero comparto il comportamento scorretto di alcuni ma non di tutti".

Infine le associazioni puntano il dito sull'amministrazione per aver adottato il provvedimento senza un confronto preliminare che "avrebbe consentito di valutare gli effetti concreti delle misure introdotte e di individuare soluzioni più equilibrate, capaci di conciliare le esigenze di tutela del riposo con quelle delle attività economiche e del lavoro".

"La qualità dell'accoglienza turistica, la tutela del riposo e il diritto al lavoro non sono interessi contrapposti. Una città moderna e competitiva deve essere in grado di garantire entrambi attraverso decisioni proporzionate, condivise e sostenibili" conclude la nota congiunta.

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