Emergenza casa. CNA: a Rimini la metà dello stipendio se ne va per l'affitto
A Rimini quasi la metà dello stipendio mensile se ne va per pagare l'affitto. E' quanto emerge da una analisi condotta da CNA nella quale il comune riminese figura al 12simo posto in Italia e al terzo in Emilia Romagna. Nel dettaglio, su uno stipendio medio di 1.800 euro mensili, il canone d’affitto incide per il 45,3%. Rispetto al 2019 la locazione media di un alloggio di 70 mq a Rimini è passata da 650 a 815 euro al mese, pari al +25%, mentre lo stipendio netto medio cresce solo del 9%. Facendo una facile semplificazione, nei primi 5 mesi (abbondanti) dell'anno si lavora solo per pagare l'affitto di 9.780 euro annui.
A livello nazionale, l'analisi di CNA fotografa una situazione preoccupante con i canoni di locazione che nei capoluoghi aumentano con percentuali comprese tra il 19% e il 50% a fronte di retribuzioni che crescono tra il 7% e il 15%.
"Il costo della casa sta diventando un ostacolo concreto alla mobilità professionale e alla capacità dei territori di attrarre nuove competenze", sottolinea Marco Polazzi, presidente di CNA Rimini. "Sempre più imprese, soprattutto quelle turistiche, segnalano difficoltà nel reperire lavoratori qualificati disposti a trasferirsi sul nostro territorio, proprio a causa dell'elevato costo degli affitti."
La questione abitativa non rappresenta solo un problema sociale, ma una vera e propria emergenza economica che rischia di rallentare la crescita delle imprese, scoraggiare gli investimenti e compromettere la competitività del territorio. CNA Rimini si allinea con quanto evidenziato a livello nazionale, per cui si rende necessario intervenire con strumenti efficaci e strutturali. Tra le priorità figurano un piano casa adeguato alle esigenze attuali e misure capaci di aumentare l'offerta abitativa destinata a lavoratori, giovani e famiglie.
"Senza interventi concreti - conclude Polazzi - il rischio è quello di avere città sempre più costose e, quindi, incapaci di attrarre le professionalità indispensabili per sostenerne lo sviluppo economico e sociale. Un territorio che non riesce ad accogliere chi lavora è un territorio che mette a rischio il proprio futuro."










