Omicidio Pierina, sequestrato il cellulare della nipote
Un’indagine complessa, quella sull’omicidio di Pierina Paganelli, che procede a piccoli passi. Gli inquirenti, infatti, stanno cercando di mettere insieme gli elementi fin qui raccolti per arrivare a completare un puzzle quanto mai intricato. Al vaglio degli uomini della Squadra Mobile ci sono dichiarazioni, alibi e orari che si intrecciano. Non ci sono indagati finora, ma dei sospettati sì.
In attesa degli esiti degli accertamenti della Scientifica sui reperti prelevati sulla scena del crimine e non solo, gli investigatori ieri hanno sequestrato il telefonino della figlia di Manuela. La 16enne, la sera dell’omicidio della nonna, era a casa con la madre. Insieme a loro c’era il fratello di Manuela, Loris, che stando al racconto della ragazzina avrebbe lasciato l’abitazione di via del Ciclamino intorno alle 22.15. Almeno così ricorda. Un orario smentito dalle foto scattate da Manuela, che alle 22.50 ritrarrebbero Loris ancora nel loro appartamento. Foto che la stessa Manuela avrebbe inviato anche alla figlia. Da qui l’esigenza degli investigatori di verificare alcuni dettagli temporali analizzando il telefonino della minorenne.
La pista familiare condominiale resta la più battuta dalla procura di Rimini, che continua a scavare nei rapporti tra Manuela, Loris e Louis. Tutti e tre sono stati sentiti come persone informate sui fatti, hanno collaborato con gli investigatori e si sono detti pronti a farlo anche in futuro. I tre, nel frattempo, si sono rivolti allo studio legale Barzan, che da una settimana circa li rappresenta. Una mossa per tutelare la loro immagine, finita nel tritacarne dei vari programmi tv, e al tempo stesso per aiutare chi indaga a scoprire la verità.










