Indietro
menu
in corte d'assise

Omicidio Paganelli, testimoni i poliziotti della Squadra Mobile

In foto: Dassilva in aula con i suoi avvocati, Riario Fabbri e Andrea Guidi (foto Migliorini)
Dassilva in aula con i suoi avvocati, Riario Fabbri e Andrea Guidi (foto Migliorini)
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 3 min
Lun 2 Feb 2026 10:29 ~ ultimo agg. 19:12
Tempo di lettura 3 min

Nuova udienza del processo in corte d'Assise per il delitto di Pierina Paganelli. Louis Dassilva, unico imputato per omicidio aggravato, è arrivato in aula scortato dalla polizia penitenziaria. Un ulteriore indizio che fa pensare che la decisione del Riesame di Bologna sulla sua possibile scarcerazione (che ancora non è arrivata) sia sfavorevole all'imputato. Il 35enne senegalese sta assistendo all'udienza seduto tra i suoi avvocati, Riario Fabbri e Andrea Guidi. 

Oggi saliranno sul banco dei testimoni i poliziotti della Squadra Mobile di Rimini, che hanno svolto le indagini, e l'ex datore di lavoro e un ex collega di Dassilva. Chiamato a testimoniare Marco Masia, capo della Squadra Mobile di Rimini, al quale viene chiesto conto di una conversazione del 16 febbraio 2025, all'apparenza delirante, tra Valeria Bartolucci e il giornalista Rai Valerio Scarponi, in cui la donna associa lei stessa, Manuela e Loris Bianchi, e il marito Louis ai nomi di fantasia di quattro gatti e ricostruisce un'ipotetica scena del delitto che vedrebbe coinvolti i fratelli Bianchi, mentre lei stessa come suggeritrice nel far sparire ogni traccia nel garage. Dassilva, quindi, sarebbe stato estraneo al delitto, in quanto - sempre secondo il racconto della Bartolucci - quando la Bianchi la notte del 3 ottobre 2023 bussò alla sua porta, Louis dormiva e non si accorse di nulla. La conversazione fu consegnata a suo tempo dal giornalista Rai proprio al capo della Mobile e fu poi depositata in Procura finendo agli atti. La Bartolucci nel suo racconto tirerebbe in ballo anche la nipote di Pierina, scesa - a suo dire - a un certo punto in garage a delitto compiuto. Circostanze e fatti che però, va ricordato, non hanno mai trovato un riscontro reale in fase d'indagine.

L'ex datore di lavoro di Louis Dassilva: "Il 27 marzo del 2025, un dipendente è venuto da me per dirmi di aver trovato un bigliettino nella propria postazione, che una volta era di Dassilva. Bigliettino che poi ho consegnato alla polizia".

Adesso è il turno del vice ispettore della polizia di Stato, Dario Zammarchi: "Durante le indagini, attraverso le intercettazioni, sono state captate oltre un milione di conversazioni (telefonate, messaggi, audio ambientali)". Letta in aula una intercettazione ambientale in auto tra Valeria Bartolucci e Louis Dassilva, risalente al 18 gennaio 2024, in cui la donna, bisbigliando, chiede a Dassilva cosa è successo quella notte, perché lei non lo sa e non sa cosa dire a chi indaga: "Però io ho bisogno di capire - dice Bartolucci a Dassilva - perché se mi richiamano anche a me dobbiamo vedere se c’è… se ero sveglia a quell’ora. Io questa cosa non la so. Cazzo gli dico? Non la so".

 

 

Altre notizie
di Redazione
VIDEO