Dal Riesame nessuna novità, per Dassilva speranze minime di essere scarcerato
Un silenzio che non lascia presagire nulla di buono per Louis Dassilva, in attesa di conoscere la decisione dei giudici del Riesame di Bologna in merito ad una sua possibile scarcerazione. Più passa il tempo, infatti, e più diminuiscono le possibilità per il senegalese di ottenere una pronuncia favorevole. I suoi legali, Riario Fabbri e Andrea Guidi, hanno esposto davanti ai giudici bolognesi le regioni di una sua scarcerazione. Alla base, secondo la difesa, vi sarebbe la scarsa attendibilità delle dichiarazioni di Manuela Bianchi, messe in discussione anche dalla recente testimonianza di un'amica. Proprio la donna, dopo la deposizione di lunedì scorso, sarebbe stata convocata d'urgenza il giorno successivo in Procura per approfondire alcuni passaggi. Dalle indiscrezioni trapelate, la Bianchi, stando a quanto avrebbe riferito l'amica, avrebbe cambiato versione in corso d'opera su Louis per paura dell'indagine.
Una circostanza che la stessa Manuela ha smentito giovedì scorso dopo essere stata sentita a sommarie informazioni, per quasi sei ore, dal pubblico ministero Daniele Paci al terzo piano del palazzo di Giustizia di Rimini. Proprio il pm, al fine di la versione della nuora di Pierina, venerdì scorso ha depositato al Riesame altri atti e faldoni ora in possesso dei giudici bolognesi. Domani (lunedì), intanto, si torna in aula per una nuova udienza. Ad essere sentiti il capo della Squadra mobile di Rimini, Marco Masia, e altri agenti della polizia giudiziaria che hanno preso parte alle indagini. Sul banco dei testimoni saliranno anche l'ex datore di lavoro di Louis e un ex collega.












