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uccisa con oltre 15 fendenti

Omicidio di Pierina, si indaga in ambito condominiale. La nuora ascoltata fino a notte fonda

In foto: gli investigatori insieme al pm Paci e nel riquadro la vittima
gli investigatori insieme al pm Paci e nel riquadro la vittima
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 3 min
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Pierina Paganelli ha lottato, ha cercato di parare con le braccia i fendenti scagliati dall’assassino. Oltre quindici i colpi inferti con un’arma da taglio alla schiena, al torace e al collo della 78enne. E’ quanto emerge da una prima ispezione cadaverica sul corpo dell’anziana. Ieri (mercoledì), subito dopo l’arrivo dei poliziotti delle Volanti in via del Ciclamino 31, nella prima periferia di Rimini, la nuora di Pierina, Manuela Bianchi, moglie di Giuliano Saponi, uno dei tre figli della donna, è stata portata in questura dov’è rimasta fino a notte fonda per essere ascoltata come persona informata sui fatti. Un atto dovuto dal momento che è stata lei a ritrovare il cadavere della suocera vicino all’ascensore al piano interrato che porta ai garage condominiali ed è stata sempre lei a richiedere l’intervento del 118. Inoltre, abitando nell’appartamento opposto a quello della vittima, sullo stesso pianerottolo al terzo piano, era la persona che incontrava più spesso Pierina.

Pierina Paganelli

La Procura di Rimini, nella persona del magistrato Daniele Paci, indaga a 360 gradi con l’aiuto della Squadra Mobile. Anche in ambito condominiale, visto che le modalità dell’omicidio lasciano pensare che chi ha ucciso la 78enne conoscesse bene le sue abitudini. Quella sera Pierina, devota testimone di Geova, si era recata nella Sala del Tempio a Bellariva per un gruppo di preghiera. Avrebbe fatto ritorno a casa da sola, in auto, verso le 22 e lì, nel seminterrato condominiale, sarebbe stata sorpresa alle spalle dall’assassino dopo aver posteggiato la vettura nel suo box. Alcuni condomini sostengono che dopo le 21 per aprire il cancello automatico, posizionato sulla rampa che porta ai garage, servirebbe necessariamente il telecomando o la chiave. Altri, invece, affermano che ultimamente rimaneva aperto perché malfunzionante.

“I figli della signora Paganelli, Giuliano, Chiara e Giacomo sono sconvoltidichiarano i legali che li rappresentano, gli avvocati Monica e Marco Lunedei -. Non si capacitano del fatto che un evento così terribile e senza senso possa aver coinvolto la loro madre, una donna amata e stimata da tutta la comunità locale e religiosa, la cui vita era scandita da una tranquilla routine quotidiana. In attesa di aggiornamenti dalla Procura di Rimini, nella quale riponiamo la nostra massima fiducia, ci stringiamo attorno alla famiglia chiedendo di rispettare il loro dolore”.

Il sostituto procuratore Paci in giornata ha conferito l’incarico per eseguire l’autopsia sul cadavere della pensionata, ex operatrice sanitaria. Dall’esito dell’esame autoptico si capirà con certezza il numero di coltellate inferte e quali siano state quelle letali. Di sicuro l’assassino ha agito con rancore e accanimento. Poi, forse per depistare le indagini, avrebbe strappato la gonna di Pierina come a simulare un tentativo di violenza. Tanti al momento gli aspetti oscuri di una vicenda che ha lasciato sgomento l’intero complesso condominiale e che non è da escludere possa collegarsi allo strano incidente che lo scorso 7 maggio ha coinvolto il figlio Giuliano, marito di Manuela, trovato al margine della strada, con il cranio lesionato, a fianco della sua bicicletta. L’indagine contro ignoti è ancora aperta, con il 53enne riminese, che a giorni dovrebbe essere dimesso dopo un lungo periodo riabilitativo tra ospedale e clinica privata, che non ricorda nulla di quanto accaduto quel giorno all’alba, quando uscì per recarsi a lavoro venendo soccorso in fin di vita a 100 metri da casa.

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di Redazione