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l'editoriale della domenica

Olimpiadi terminate: siamo certi che sia la strada giusta?

In foto: pexels
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di Carlo Alberto Pari   
Tempo di lettura 3 min
Dom 1 Mar 2026 07:30 ~ ultimo agg. 26 Feb 13:11
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L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari
Premetto che il mio pensiero sullo Sport, non mette certamente al primo posto il valore delle vittorie sportive, ma la pratica costante, finalizzata al benessere psicofisico, come sentenziato da quasi tutti gli studi in materia. Di converso, nel nostro Paese, si enfatizzano parecchio le medaglie ed i risultati, molto meno la pratica amatoriale. Il risultato è abbastanza drammatico, oltre ad elevati livelli di abbandono allo sport, l’Italia è tra i peggiori Paesi Ocse per sedentarietà giovanile e ottimamente piazzata per sedentarietà generale.
La Norvegia ha vinto le Olimpiadi invernali. In Norvegia, sono banditi tutti i campionati nazionali under 13. Eventuali manifestazioni, devono prevedere una premiazione per tutti i partecipanti (sono decenni che applico questo sistema nelle discipline che dirigo a livello nazionale per un Ente di Promozione Sportivo riconosciuto dal Coni). La Norvegia, in materia di sport, appare un altro pianeta rispetto a noi. Del resto, i bambini ed i ragazzi vanno incentivati, non selezionati, a volte con il rischio di “bullizzarli”. Al riguardo le Olimpiadi invernali, evito di entrare in merito a costi e ricavi, sarebbe un’analisi lunga, complessa, noiosa e diversamente valutabile. Evito anche di analizzare i costi di mantenimento dei gruppi sportivi. Mi concentro sulle medaglie. Ecco alcuni dati che dovrebbero forse indurre delle riflessioni, senza seguire pedissequamente il pensiero di massa. Il primo posto alle recenti Olimpiadi invernali prevedeva (salvo errori), un premio medaglia per i norvegesi di zero euro ( salvo ovviamente rimborsi spese e simili). Il nostro di 180.000 euro, da quest’anno, sempre salvo errori, esentasse,
sommabili ad altri premi, compreso le vittorie a squadre premiate a compenso pieno per tutti gli atleti in squadra. Mi domando: i nostri figli quanti anni di lavoro devono sopportare per guadagnare quel denaro esentasse? Un atleta norvegese ha vinto sei medaglie oro in queste ultime olimpiadi, da noi avrebbe incassato un premio totale di oltre un milione di euro! Inoltre, è bene prendere atto dei premi per la medaglia di primo posto nei Paesi europei più simili a noi, salvo errori ed
arrotondati, dovrebbero essere più o meno questi: Spagna 94 mila, Francia 80 mila, Germania 30 mila. Regno Unito zero. Aggiungo gli Stati Uniti, meno di 40 mila. Mi fermo, mi è venuta l’orticaria! Abbiamo oltre 3.000 miliari di debiti e tra le Nazioni che ho citato (quelli più simili a noi) siamo il Paese più indebitato in rapporto al Pil, la sanità è ammalata per carenza di finanziamenti, la sicurezza è carente di uomini e mezzi, l’istruzione arranca tra necessità e disagi. Potrei continuare a lungo. Mi domando: E’ corretto tutto questo? Siamo noi le greggi in transumanza che mantengono questo mercato? E’ educativo per i nostri giovani? Ed infine, lo scopo primario dello Sport, è il risultato più o meno effimero di una medaglia, oppure la pratica costante, che porterebbe benefici alla salute dei Cittadini ed alle disastrate casse dello Stato? Lascio al lettore la risposta, la mia è già insita nella premessa.
Carlo Alberto Pari

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