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Pazienti penalizzati

Snami: medico di famiglia diventa "turnista" delle Case di Comunità

In foto: repertorio
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di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 28 Feb 2026 17:39 ~ ultimo agg. 18:01
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Nuovo attacco dello Snami alle decisioni prese dalla Regione in tema di sanità. Per anni, in Emilia-Romagna, "si è ripetuta la narrazione secondo cui la guardia medica 'non serviva', 'non era efficiente', 'non era più attuale'" - evidenzia il sindacato - e oggi, "la Regione nell'Air ci racconta che la guardia medica va non solo mantenuta, ma addirittura rafforzata e raddoppiata, scaricandone l'onere diurno e notturno, feriale e festivo, sul 'nuovo' medico di famiglia, a ruolo unico, tra proprio studio e ore dentro strutture aziendali che diventano di fatto 'centri di turnazione'". Il sindacato torna poi a ripetere che l'appoggio al "'ruolo unico', sostenuto e normalizzato da altri sindacati - sta desertificando la medicina generale". In particolare, rimarca, "il medico di famiglia viene progressivamente trasformato in un turnista delle Case della Comunità; l'attività ambulatoriale per i propri assistiti viene compressa e resa intermittente; il rapporto fiduciario, che è la vera infrastruttura e valore aggiunto della medicina generale, viene eroso". E con questo modello di genera "un carico di lavoro insostenibile" perché al medico di famiglia "si chiede di dividersi fra l'ambulatorio per i propri assistiti e le ore da svolgere 'al servizio' delle strutture aziendali". Lo Snami poi pone "la domanda che nessuno vuole affrontare: e i pazienti?", Perché se un medico di famiglia fa turni notturni e poi deve rispettare il riposo compensativo, "chi lo sostituisce nel suo ambulatorio? Cosa diremo ai pazienti che non troveranno il proprio medico perché lo studio resterà chiuso dopo la notte?". 
Per il sindacato non gli si può chiedere di andare da un altro medico, purché sia dell'Aggregazione Funzionale Territoriale, perché questi "non conosce la storia clinica, il contesto familiare, le fragilità". Se i carichi si ribalteranno sugli altri professionisti della stessa Aft, ci sarà "un caos organizzativo senza precedenti, con responsabilità cliniche diluite, percorsi confusi e un aumento del rischio di inappropriatezza e contenzioso". Se poi il medico viene progressivamente spostato sulla turnazione strutturale, "il cittadino non perde tutto in un giorno: lo perde a rate, fino ad accorgersi che il 'proprio medico' è diventato un nome su un elenco e non più una presenza concreta, disponibile e responsabile". Per Snami la risposta "è solo una: restituire al cittadino il medico di fiducia, e al medico la possibilità di fare il medico, separando le attività per renderle unibili solo laddove realmente sostenibili". Da qui la richiesta di un "cambio di rotta" con "centralità del rapporto fiduciario; organizzazioni territoriali che supportino i medici, non che li usino come manovalanza per coprire buchi di sistema; modelli che rispettino sostenibilità, riposi, qualità clinica e responsabilità professionale; chiarezza dei percorsi e trasparenza verso i cittadini, senza spostare i problemi da una sigla (Cau) a un'altra". Inoltre i cittadini "vogliono poter trovare il loro medico, sempre lo stesso: una figura di fiducia con cui costruire un rapporto, un medico che sia messo in grado di fare il proprio lavoro per tempi, strumenti e modi e non un medico 'di turno' in un sistema a sportello, indistinguibile e confuso, dove trenta medici in una Aft fanno di tutto e nessuno può davvero garantire quella continuità centrata sulla persona che la medicina generale dovrebbe assicurare".

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