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Confronto con Autorità Bacino

Nuove norme idrogeologiche: ancora tanti dubbi e investimenti a rischio

In foto: Valentina Ridolfi
Valentina Ridolfi
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 27 Feb 2026 11:16 ~ ultimo agg. 11:39
Tempo di lettura 3 min

Continua a preoccupare il progetto di variante PAI che ha ridefinito ed esteso le mappe di rischio idrogeologico. Nei giorni scorsi i Comuni riminesi hanno avuto un confronto con l’Autorità di Bacino del Po, convocato in collaborazione con la Provincia, per cercare di chiarire alcuni dei dubbi interpretativi che la variante sta sollevando. "Già nei giorni scorsi - spiega l'assessora alla pianificazione del comune di Rimini Valentina Ridolfi - abbiamo avuto modo di rappresentare le preoccupazioni per l’introduzione non concertata di questo nuovo strumento pianificatorio che andrà ad aggiornare la definizione delle fasce fluviali, delle aree allagabili e delle aree di dissesto, in relazione alla pianificazione urbanistica e territoriale e alla progettazione attuativa". Ridolfi dice di condividere lo spirito della revisione e la necessità di proteggere il territorio e la cittadinanza dagli eventi alluvionali sempre più frequenti. A sollevare dubbi sono però le modalità di applicazione. "Se infatti l’incontro con l’Autorità di Bacino del Po - aggiorna l'assessora - è stato utile per comprendere il percorso tecnico che ha portato alla ridefinizione e all’estensione delle mappe di rischio, così come i criteri e gli strumenti avanzati utilizzati, è ancora da chiarire come i territori dovranno recepire questo riassetto nell’ambito dei propri strumenti urbanistici e attuativi, considerato che ad oggi questa sovrapposizione di norme – tra norme di salvaguardia, strumenti di pianificazione comunali vigenti, nuove disposizioni – rischia di generare uno stallo negli investimenti orientati allo sviluppo e alla rigenerazione dell’esistente, provocando di fatto un effetto controproducente". 
Intanto è stato attivato un confronto con gli altri Comuni della Romagna per cercare di condividere una linea sulla base delle rispettive peculiarità, "in attesa - conclude Ridolfi - delle indicazioni che arriveranno a breve dalla Regione, che confidiamo possano essere di supporto ad un’integrazione il più efficace possibile di questo nuovo strumento all’interno della pianificazione locale". 

Nei giorni scorsi però in Commissione alla Camera il rappresentante del Ministero dell’Ambiente aveva ricostruito il quadro normativo, chiarendo che la variante al PAI Po si inserisce in un percorso più ampio di riordino della pianificazione di bacino, con l’obiettivo di superare la frammentarietà degli strumenti vigenti e arrivare a un unico Piano distrettuale. Interrogato dalla deputata di Forza Italia Rosaria Tassinari, il ministero ha precisato che, per quanto riguarda i territori di pianura esterni agli argini attuali e futuri, la nuova pianificazione non introduce vincoli prescrittivi aggiuntivi e immediatamente cogenti, ma prevede indirizzi normativi finalizzati ad accrescere la consapevolezza del rischio e a ridurre la vulnerabilità degli interventi urbanistico-edilizi e infrastrutturali. “È un chiarimento fondamentale – ha sottolineato Tassinari – perché viene esclusa l’introduzione di nuovi obblighi diretti e vincolanti tali da bloccare automaticamente gli investimenti nelle aree di pianura. Si tratta di atti di indirizzo che mirano ad accompagnare Regioni ed enti locali in un percorso condiviso, affinché gli interventi siano realizzati in modo consapevole rispetto al rischio”.

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