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Novarese. Coopsette: ‘Non siamo inadempienti’. Moretti: errori nel passato

di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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La Coopsette, che afferma di non avere ancora ricevuto comunicazioni dal Comune di Rimini ma di avere già allertato le proprie batterie legali, ha affidato ad una nota la propria posizione: “La Cooperativa rigetta nel modo più assoluto pareri e dichiarazioni che volessero imputarle un qualche profilo di inadempimento rispetto agli obblighi assunti nei confronti dell’amministrazione riminese. Gli investimenti ad oggi realizzati ammontano ad oltre 9 milioni di euro e l’impegno di Coopsette è tangibilmente riscontrabile nei numeri di Riminiterme che, in 6 anni, ha raddoppiato la propria quota di mercato (in controtendenza rispetto all’andamento nazionale di questo comparto economico), arrivando ad ospitare annualmente oltre 22.000 clienti per un totale di oltre 400.000 prestazioni ed occupando una media annua di oltre 50 addetti, con punte che nel periodo estivo superano le 100 unità, concorrendo, pertanto, al rafforzamento del tessuto economico e sociale riminese”.

Altra lettura della vicenda da parte di Giuliana Moretti del PDL. “La Cooperativa si era impegnata con 9.250 milioni a ristrutturare la Noverese, il Talassaterapico e a realizzare un polo polivalente del benessere di 5000 mq con tanto di descrizione molto minuziosa delle opere”.
E oggi la Coopsette, che non naviga in buone acque, “dichiara di aver speso la cifra di 9.300 milioni per fare opere interne al tassoterapico( 3.700 milioni ) e strutturali alla Noverese , 5.600 milioni per la lasciare la colonia allo stato attuale (cifra che appare esagerata), che la cifra stimata per le tre opere è stata spesa, E che l’impegno non era nel realizzare quelle opere ma investire, cioè spendere la cifra di 9.300 euro”.
Pretese assurde, rincara la Moretti, che però ne ha anche con la passata giunta comunale, accusata di un atteggiamento troppo condiscentendete verso la Coopsette.
“Per il primo step è stata prevista una penale in caso di non rispetto dei patti, che sono stati considerati rispettati . Ma per il secondo step non è stata prevista alcuna penale, perchè?”.

Per concludere: “Se l’amministrazione non si rifacesse sulla Coop sette, farebbe un grave danno alla città e alla zona sud che chissà quanto dovrà aspettare per vedere la Colonia realizzata e l’area Welness funzionante”.

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Il “riassunto” del consigliere Gennaro Mauro (PDL):

All’inizio degli anni 2000, dopo anni di colpevole ritardo, per destagionalizzare l’offerta turistica viene finalmente ipotizzata la creazione di un polo del benessere a Miramare. Per farlo si decide di utilizzare la già esistente struttura del Talassoterapico e la colonia marina Novarese con i suoi ampi spazi che si trovava in un stato di vergognoso degrado. Il Comune di Rimini, di conseguenza, acquisisce dalla regione la proprietà della colonia Novarese che cede alla società Riminiterme, azienda quasi completamente di proprietà comunale.
L’amministrazione comunale consapevole di non avere le professionalità adeguate per affrontare il progetto di riqualificazione delle infrastrutture e attuare una politica rivolta allo sviluppo del settore termale, emette un bando di evidenzia pubblica “ristretto” per acquisire disponibilità imprenditoriali per la realizzazione del progetto. Alla fine perviene una sola offerta, quella della Coopsette che non è proprio un’azienda che ha il proprio “core business” nell’ambito del settore del Benessere. E qui iniziano gli errori di Ravaioli e Melucci.
L’importo messo a base d’asta per la vendita del 95% circa delle azioni di Riminiterme è inferiore a quello che ci si sarebbe aspettato: solo nove milioni a fronte di 12 milioni di immobilizzazioni materiali messe a bilancio, a cui bisogna aggiungere che veniva concessa una capacità edificatoria aggiuntiva di 5.000 mq.
Nel contratto non è chiaramente definito se a carico di Coopsette c’è un obbligazione di “risultato” ossia rendere funzionale e operative le strutture del Talassoterapico e della Colonia Novarese, oppure solo un adempimento di natura finanziaria cioè realizzare investimenti per poco più di 9 milioni di euro come indicato nel contratto sottoscritto dalle parti, importo chiaramente di fantasia visto che per fare solo lavori di messa in sicurezza della colonia sono stati necessari oltre 5 milioni di euro, mentre altri 4 sono serviti a fare degli interventi sulla struttura del Talassoterapico.
Il piano industriale sottoscritto prevede due archi temporali di interventi:
• nel periodo 2005-2008 si chiede a Coopsette di realizzare investimenti per 2 milioni di euro, e si fa sottoscrivere una polizza fideiussoria di garanzia, al termine di tale periodo Coopsette dimostra di aver effettuato gli investimenti richiesti e la fideiussione viene estinta;
• nel periodo 2008-2012 non viene richiesta alcuna garanzia aCoopsette in caso di suo inadempimento.
Nel luglio 2011 Gnassi diventa sindaco, e di fronte ad un “Polo del Benessere” ben lontano dal concretizzarsi non interviene nonostante le tante sollecitazioni, non suggerisce soluzioni magari condivise con la cooperativa, non avverte del rischio di una richiesta di risoluzione del contratto per inadempimento. Si aspetta solo che si giunga alla scadenza del dicembre 2012. Poi nel marzo 2013 si chiede un parere legale su come bisogna interpretare il contratto sottoscritto con Coopsette nel 2005.
A me pare di sognare”
.

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