No all’aumento dell’IVA per le coop. sociali. Petitti firma interrogazione
“La legge di Stabilità adottata alla fine dello scorso anno – ricorda la Petitti – ha previsto per le cooperative sociali l’aumento dell’Iva dal 4% al 10% entro il 2013. Un aumento del 150% che metterebbe in ginocchio centinaia di cooperative del settore socio-sanitario ed educativo col rischio concreto di una considerevole perdita di posti di lavoro. Teniamo presente che a Rimini il solo Consorzio sociale romagnolo conta ad esempio una trentina di cooperative associate che danno lavoro a più di 1000 persone, di cui il 40% svantaggiate. Il 66% del fatturato della cooperazione sociale arriva dagli enti pubblici, il 34% direttamente dagli utenti e dalle loro famiglie. È il mondo delle comunità d’accoglienza per giovani o minori, di tanti asili nido, dei servizi socio-sanitari per anziani e disabili, comunità di accoglienza”. “L’aggravio si ripartirebbe per il 70% sulla PA e per il 30% sulle famiglie, utenti finali dei servizi. L’impennata dal 4% al 10% dell’IVA per la cooperazione sociale rappresenta una falsa entrata per le casse dello Stato, e potrà diventare un boomerang che avrà l’effetto di ridurre i servizi per i cittadini: minore numero di posti nei nidi e negli asili, tagli all’assistenza per disabili, riduzione delle ore di apertura per i centri diurni, riduzione dell’assistenza domiciliare per i non autosufficienti, così come i posti per gli anziani nelle RSA”.










