Indietro
menu
dopo delibera del comune

Mutonia è salva. La Regione riconosce l'interesse culturale del sito

In foto: Mutonia
Mutonia
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
Tempo di lettura 2 min

Con un provvedimento la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna salva Mutonia, il sito artistico che dal 1990 si è sviluppato a Santarcangelo. Una storia che rischiava di chiudere dopo la sentenza del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso di un privato, aveva dichiarato la natura abusiva delle strutture, disponendone la demolizione. Dopo la notifica dell'ordinanza, la Regione aveva sollecitato il Comune a convocare una Conferenza di servizi per verificare l'esistenza di interessi pubblici ostativi alla demolizione. L'esito, arrivato in aprile 2026, ha confermato l'assenza di motivi contrari alla conservazione sotto i profili urbanistici, paesaggistici, ambientali e idrogeologici, e ha rilevato motivi culturali ostativi alla demolizione coattiva. Il Consiglio comunale aveva quindi deliberato, il 19 maggio scorso, il prevalente interesse pubblico culturale e ieri la Giunta regionale ha espresso il proprio indirizzo favorevole nella stessa direzione. Si apre ora una fase di confronto tra i soggetti coinvolti, finalizzata a definire gli strumenti più idonei per la valorizzazione e la tutela dell'area.

"Fin dal primo momento - commentano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni  (che aveva visitato il sito insieme al sindaco Sacchetti) - abbiamo detto che avremmo trovato una soluzione, e oggi quella soluzione c'è. Mutonia è un pezzo vivo della storia culturale dell'Emilia-Romagna, che non si può estrapolare dal contesto in cui è nata perché la sua stessa esistenza dipende da quel contesto. Trentasei anni di arte, comunità e rigenerazione di un luogo non si cancellano con una ruspa”.

‘Mutonia ha una storia lunga 36 anni durante i quali la Mutoid Waste Company - collettivo artistico fondato a Londra da Joe Rush e Robin Cooke alla fine degli anni Ottanta – arrivata sulle sponde del Marecchia su invito del Festival internazionale dei Teatri di Santarcangelo, si insediò dando vita, nel corso di tre generazioni di artisti, a uno dei luoghi più originali e riconosciuti del panorama culturale contemporaneo: un parco sculture a cielo aperto, a ingresso libero e gratuito, dove le opere d'arte si fondono con gli spazi di vita e di lavoro in un processo continuo di trasformazione creativa dei materiali di scarto, il cosiddetto upcycling.

 

 

Altre notizie
di Redazione