Caduta fatale nella Rsa, i figli: "Doloroso sapere che non ci sono responsabili"
"Al dolore per la perdita di nostra madre, si è aggiunto altro dolore nell'apprendere che per il tribunale di Rimini non ci sono responsabili". A commentare la sentenza di proscioglimento della responsabile della Rsa Quisisana di Rimini e dell'operatore socio-sanitario in servizio nella struttura (vedi notizia), sono i figli di Maria Rosaria Onorati, deceduta a 76 anni, nel luglio del 2023, dopo una fatale caduta in carrozzina lungo la rampa delle scale. La donna, affetta da una grave forma di demenza senile, si trovava nella struttura per un soggiorno temporaneo di sollievo, un servizio predisposto per dare supporto alle famiglie di anziani non autosufficienti.
"Avevamo portato nostra madre nella struttura convinti che fosse al sicuro, in buone mani, accudita e seguita - raccontano i figli, Massimo e Marzia Procopio -, invece dopo appena una settimana dal suo ingresso si è consumata una morte inconcepibile, che per il giudice non ha responsabili. Sentire pronunciare la frase 'assolti perché il fatto non sussiste' fa effetto. Lei è morta lì e non c'è un responsabile. Dal nostro punto di vista possiamo affermare che giustizia non è stata fatta".
Nessuna intenzione, però, di appellare la sentenza e trascinare gli imputati, prosciolti in primo grado, in una lunga battaglia legale: "Per noi la cosa si chiude qui. La morte di nostra madre ha arrecato a me e mia sorella - spiega Massimo - un enorme dolore e un forte stress, e non ne vogliamo aggiungere altro. Resta, però, il dispiacere nel vedere che la sua morte è stata classificata come una tragedia e non come un omicidio colposo".










