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MondoDonna dopo il tentato femminicidio: denunciare ai primi segnali di allarme

In foto: @Adriapress
@Adriapress
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Dopo il grave episodio avvenuto a Cattolica, con un 45enne che si è gettato con l'auto nel porto canale per tentare di uccidere la moglie che era con lui a bordo, si leva la voce preoccupato di MondoDonna, attiva anche nella Regina con il centro antiviolenza.

"Un ferragosto di sangue per le sei donne vittime di femminicidio che si uniscono alle tante da inizio anno: una scia di violenze non più tollerabile soprattutto laddove, come nel caso di Tania Terrin, erano state fatte ripetute denunce. Qualcosa si è incrinato in un sistema di protezione già fragile. E ancora, l’ultimo episodio a Cattolica, che da ciò che leggiamo assume i contorni di un tentato femminicidio, in un territorio in cui i nostri presidi sono costantemente presenti e aperti anche durante le festività estive, lascia in noi una ferita profonda – ha commentato Loretta Michelini, presidente di MondoDonna che gestisce i centri antiviolenza CHIAMA chiAMA in Emilia Romagna

"Ridabiamo con forza alle donne di denunciare e, ai primi segnali di allarme, di andare con urgenza ai Centri antiviolenza dove possono trovare avvocate e operatrici pronte a metterle in sicurezza. Chiediamo alla comunità, ad ognuno e ognuna, di farsi vigile antenna per intervenire qualora si notino segni di maltrattamenti verbali o fisici, nei confronti di una donna. Ad oggi i Centri antiviolenza possono davvero salvare vite. Le azioni da mettere in essere, senza aspettare oltre, sono in primo luogo una messa in protezione immediata delle vittime e, in ottica più ampia, quelle di avviare la necessaria formazione delle forze dell’ordine e di chiunque sia a contatto con le donne vittime di violenza per valutarne interventi tempestivi di tutela in modo che questa scia di sangue si fermi".

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