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CRESCITA E QUALIFICAZIONE

CNA Rimini rilancia la riflessione sulla dimensione delle imprese

In foto: Davide Ortalli
Davide Ortalli
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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CNA Rimini raccoglie e rilancia con convinzione la riflessione avviata dalla consigliera regionale Emma Petitti sulla dimensione delle imprese del nostro territorio e sulla necessità di creare condizioni favorevoli alla crescita e alla qualificazione del sistema produttivo.

È una riflessione che condividiamo – sottolineano il presidente di CNA Rimini Marco Polazzi e il direttore Davide Ortalli – perché parlare della dimensione delle imprese significa parlare della capacità del nostro territorio di produrre valore, innovazione, occupazione e competitività. E significa soprattutto interrogarsi su come accompagnare le tante piccole imprese riminesi in un percorso di rafforzamento”.

I dati dell’Osservatorio camerale aiutano a comprendere la particolare connotazione del nostro sistema imprenditoriale. Nell’artigianato provinciale le costruzioni rappresentano il 41,4% delle imprese, con una presenza artigiana che arriva a 8 imprese su 10 del settore. Seguono manifattura (17,4%), servizi alla persona (13,4%), trasporto e magazzinaggio, alloggio e ristorazione e gli altri comparti dei servizi.

È dunque un sistema fortemente caratterizzato dalla presenza di micro e piccole imprese, spesso profondamente radicate nel territorio e nelle comunità locali, non sempre e non necessariamente legate al sistema turistico. Un patrimonio economico che, proprio per la sua ampiezza, ha bisogno di essere accompagnato in una fase di trasformazione che richiede investimenti, innovazione e maggiore capacità di strutturazione.

Il tema non è soltanto quante imprese abbiamo – proseguono Polazzi e Ortalli – ma soprattutto quale capacità avranno queste imprese di affrontare le trasformazioni dei prossimi anni. Per questo riteniamo importante che alla riflessione sulla dimensione si affianchi una forte attenzione alle politiche che possono consentire alle piccole imprese di investire, crescere e diventare più solide”.

Un primo tema è quello della continuità e della trasmissione d’impresa. In un sistema composto in larga parte da ditte individuali – che rappresentano il 73,9% delle imprese artigiane – diventa sempre più importante creare strumenti che accompagnino il passaggio generazionale, la successione e il trasferimento delle competenze e del patrimonio aziendale.

La continuità di un’impresa non è soltanto una questione privata dell’imprenditore – evidenziano il presidente e il direttore di CNA Rimini –. Quando un’attività chiude senza trovare una continuità, il territorio perde occupazione, competenze, professionalità e valore costruito nel tempo. Sostenere il passaggio generazionale significa quindi anche tutelare il patrimonio economico e sociale della nostra comunità”.

Un secondo tema riguarda gli investimenti. La crescita delle società di capitale nell’artigianato riminese, aumentate dell’1,8% nell’ultimo anno, rappresenta un segnale incoraggiante di un sistema che può e vuole strutturarsi maggiormente. Ma perché questo processo possa consolidarsi servono politiche incentivanti stabili e di lungo periodo.

Le imprese hanno bisogno di poter programmare – spiegano Polazzi e Ortalli – Innovazione, digitalizzazione, transizione energetica, tecnologie, formazione e capitale umano richiedono investimenti importanti, soprattutto per una piccola impresa. Per questo riteniamo necessario superare una logica fatta prevalentemente di interventi occasionali e costruire strumenti strutturali, semplici e accessibili, che accompagnino nel tempo le decisioni di investimento delle imprese”.

La riflessione sulla dimensione diventa quindi, per CNA Rimini, una riflessione più ampia sulla qualità della crescita.

Rafforzare le piccole imprese – concludono– non significa necessariamente trasformarle tutte in imprese grandi. Significa metterle nelle condizioni di essere più solide, produttive, innovative e capaci di competere. Significa favorire, quando possibile, processi di crescita e aggregazione, ma anche garantire che un’impresa sana possa continuare la propria attività attraverso il passaggio generazionale. La sfida che abbiamo davanti è fare in modo che il grande patrimonio di piccole imprese che caratterizza Rimini non sia soltanto numericamente consistente, ma sempre più forte e capace di guardare al futuro”.

È su questa prospettiva che CNA Rimini intende contribuire al confronto sul futuro economico del territorio, raccogliendo positivamente lo stimolo lanciato da Emma Petitti e auspicando che il tema della crescita e del rafforzamento delle imprese possa diventare una priorità stabile dell’agenda politica ed economica locale e regionale.

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