Indietro
menu
Nel mirino accordo regionale

Medici Medicina Generale. Snami proclama stato di agitazione: troppe criticità

di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
Tempo di lettura 3 min

Restano in burrasca le acque della sanità emiliano romagnola. Lo Snami ha proclamato infatti lo stato di agitazione di tutti i medici di medicina generale aderenti al sindacato. Nel mirino l'accordo integrativo regionale che proprio lo Snami, a differenza di FIMMG e FMT, non ha sottoscritto rilevando ora difficoltà operative diffuse in tutte l'Ausl. 

Numerose le criticità sollevate dal sindacato. Per quanto riguarda, ad esempio, le Aggregazioni Funzionali Territoriali (aft), "la subordinazione dell’accesso alle equipe all’attivazione di una linea dedicata al numero 116117 e a una disponibilità continuativa per dieci o dodici ore giornaliere determina una sovrapposizione di funzioni tra l’attività di assistenza primaria e il servizio di continuità assistenziale, priva di base nell’Accordo Collettivo Nazionale e non riscontrabile in altre Regioni e peraltro già organizzato con la presenza oraria nelle Case di Comunità". Lo Snami lamenta anche la mancata regolamentazione delle centrali operative e deroghe discrezionali ai requisiti di accesso alle Equipe di AFT con le Aziende Sanitarie che "stanno autorizzando, caso per caso, deroghe ai requisiti di sede unica e di composizione minima previsti dall’Accordo, senza criteri predeterminati e conoscibili: prassi che vulnera la parità di trattamento tra professionisti e priva l’Accordo del carattere di regola bilaterale". Per non parlare, aggiunge, delle scarse informazioni ai professionisti e del fatto che "il nuovo assetto determina una riduzione delle competenze per i medici che non aderiscono all’equipe e, unitamente all’incremento degli standard orari del personale, un aggravio di costi a carico del professionista". Secondo lo Snami poi "risultano applicate decurtazioni fondate su interpretazioni unilaterali di accordi risalenti, in assenza di contraddittorio con le organizzazioni sindacali". Un assetto, continua il sindacato, che "produce effetti discriminatori che formano già oggetto del procedimento pendente avanti la Consigliera di Parità regionale, ove risultano depositate molteplici segnalazioni di colleghe, nonché ricorsi in via di presentazione avanti il Tribunale in funzione di giudice del lavoro". I contenziosi riguardano le ferie ("il medico di Ruolo Unico che si astiene per il periodo feriale continua a sostenere per intero i costi della struttura e perde il corrispettivo delle ore"), i riposi e l'orario di lavoro ("l’articolazione oraria imposta non assicura il rispetto dei riposi e rende materialmente impossibile la successione tra turno notturno e apertura dello studio, con le chiamate e le domiciliari del giorno seguente") ma anche le tutele effettive per la maternità, la paternità e le esigenze di accudimento. Con un impatto, prosegue lo Snami, che si concentra "in misura sproporzionata sulle professioniste, con una discriminazione indiretta che l’assetto convenuto non solo non rimuove, ma consolida". Ad aggravare la situazione, il sindacato denuncia anche di essere stato escluso, insieme allo SMI, dai tavoli aziendali "in ragione della mancata sottoscrizione dell’Accordo Integrativo Regionale".

Alla luce di questa situazione, lo SNAMI (nella lettera inviata a Regione, Prefetture e Ausl) chiede l'attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione  riservandosi, in caso di esito negativo, la proclamazione dell’astensione dal lavoro nelle forme e nei termini di legge oltre a tutte le altre forme di protesta previste dall’ordinamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altre notizie