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7 milioni di euro sequestrati

Maxi frode fiscale in 12 paesi con al centro una società riminese

In foto: maxi frode fiscale lavoro
maxi frode fiscale lavoro
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Una società riminese operante nel commercio di alcolici e birra è stata al centro di una frode fiscale che ha coinvolto anche una holding, altre 12 società italiane, 9 società situate tra Bulgaria, Croazia, Repubblica ceca e Romania, nonché 2 società aventi sede legale nella Repubblica di San Marino.

Il complesso e articolato sistema di frode IVA e indebita richiesta di rimborsi delle accise è stato scoperto e smantellato grazie al lavoro del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio ADM Romagna 2 di Rimini, che ha portato ad un sequestro preventivo di crediti fiscali, conti correnti, utilità economiche, beni mobili e immobili degli indagati per oltre 7 milioni di euro, disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Al centro dell'ingranaggio proprio la società riminese che pur presentando una formale regolarità legale, contabile e fiscale, in realtà acquistava beni a prezzi fuori mercato e particolarmente vantaggiosi da una rete di società cartiere nazionali e operatori fittizi inadempienti, rivendendole a società sammarinesi e società di comodo situate in altri paesi comunitari.

La merce arrivava all’operatore riminese già al di sotto dei costi di mercato, a causa dei precedenti passaggi tra varie società nazionali e comunitarie. La successiva rivendita di questi prodotti a un prezzo inferiore a quello di acquisto, unita al minimo ricarico applicato, ha reso palese la partecipazione della società alla frode.

L'impresa esulava infatti da qualsiasi logica di profitto volta alla massimizzazione degli utili. Al contrario, l'analisi delle dichiarazioni fiscali ha evidenziato una costante situazione di perdita, caratterizzata da una differenza esigua tra il volume d'affari e il totale degli acquisti.

Si tratta di una situazione tipica - spiega l'Agenzia - che contraddistingue la compartecipazione delle società quale "filtro" all'interno delle frodi fiscali. A fronte della merce acquistata, la società simulava, anche attraverso documenti di trasporto falsificati, la rivendita verso i clienti esteri e comunitari, creando un rilevante credito IVA fittizio.

L'intero ammontare del credito d’imposta è stato sistematicamente trasferito alla società Holding controllante, che ha utilizzato questi crediti inesistenti nelle proprie dichiarazioni IVA. La Holding ha, inoltre, svolto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza economica della stessa società partecipata, garantendole la liquidità necessaria e coprendo i fabbisogni finanziari del gruppo attraverso ingenti operazioni di cash pooling.

Oltre alla frode sul valore aggiunto, l'indagine ha fatto emergere un secondo fronte illecito legato alle accise. Le medesime fatture oggettivamente inesistenti sono state allegate alle istanze di rimborso presentate in dogana da parte del rappresentante legale della società riminese con l’obiettivo di ottenere un rimborso delle accise sui prodotti asseritamente ceduti all'estero, presentando a tale scopo false dichiarazioni sostitutive di atto notorio.

Tuttavia, l'inesistenza delle società cedenti e la conseguente inconsistenza del prodotto hanno spinto i funzionari ADM a ritenere che la merce dichiarata in esportazione fosse in realtà di provenienza illecita e non avesse mai assolto l'imposta a monte. Di conseguenza, il rimborso dell'accisa è stato richiesto in modo del tutto indebito.

Sono risultate coinvolte nella frode, oltre all’operatore riminese, la Holding controllante, 12 società italiane, 9 società situate tra Bulgaria, Croazia, Repubblica ceca e Romania, nonché 2 società aventi sede legale nella Repubblica di San Marino. DT EMILIA ROMAGNA E MARCHE. Il personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la collaborazione della Guardia di Finanza di Rimini-Nucleo Polizia Economica e Finanziaria, ha eseguito il sequestro preventivo di crediti fiscali, conti correnti, utilità economiche, beni mobili e immobili degli indagati per oltre 7 milioni di euro, disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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