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Dibattito acceso

Marcoaggregazioni sulla spiaggia, c'è chi dice si. Legacoop: sono innovazione

In foto: spiaggia di Rimini
spiaggia di Rimini
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Non si placa il dibattito sulla possibilità di macro-aggregazioni previste dal piano dell'arenile sulla spiaggia di Rimini. L'ultimo intervento, in ordine di tempo, arriva da Legacoop Romagna secondo cui proprio le macro-aggregazioni possono avviare una nuova stagione fatta di innovazione e investimenti. "Per questo - si legge in una nota - condividiamo il percorso avviato dall’Amministrazione comunale e sosteniamo le proposte presentate dagli operatori associati alla Cooperativa Bagnini di Rimini presieduta da Mauro Vanni. Il tema non va affrontato con rigidità, contrapponendo innovazione e tradizione, oppure grandi e piccoli stabilimenti, o categorie economiche contro altre categorie economiche. È un approccio sbagliato, che serve solo a rinfocolare polemiche poco utili, mentre la vera sfida è mettere tutti gli operatori turistici - che nel corso degli anni hanno avuto un ruolo così centrale nel costruire un'offerta avanzata e giusta per Rimini - nelle condizioni di affrontare una fase nuova, nella quale sarà necessario investire, qualificare i servizi e rendere più sostenibile e competitiva la spiaggia". Per Legacoop, le manifestazioni di interesse rappresentano un segnale positivo della capacità progettuale degli operatori balneari riminesi perchè aggregarsi aumenta la competitività della micro impresa familiare e la capacità di investimento. Richiamando le parole del sindaco Sadegholvaad, l'associazione richiama la necessità di rinnovare dopo anni di incertezza legati al futuro delle concessioni. "La spiaggia deve poter affrontare una stagione di investimenti e innovazione, mantenendo al tempo stesso le specificità che hanno reso riconoscibile il modello riminese - prosegue la nota -. Si tratta di un modello forse non adattabile a tutte le realtà costiere, ma noi riteniamo che qui le macro-aggregazioni abbiano senso e che insieme alle altre soluzioni previste dal Piano dell’arenile possano essere uno strumento importante. La priorità è fare in modo che siano gli operatori del territorio, organizzandosi e facendo sistema, a rimanere protagonisti della trasformazione." Il modello balneare, secondo Legacoop, deve promuovere la qualità e la diversificazione dell'offerta, la piccola impresa familiare e le sue aggregazioni, attraverso una gestione equa e aperta nel patrimonio pubblico demaniale. "E ciò - conclude - prendendo atto del fatto che, al di là delle promesse vane di tutti questi anni, a livello nazionale, a partire dal Governo, nessuno si sta assumendo la responsabilità di indicare quelle Linee Guida che a noi continuano a sembrare invece necessarie. Dopo anni di incertezze e stallo, oggi può ripartire una nuova fase di sviluppo del comparto balneare, fondamentale per un new deal del prodotto turistico della costa romagnola."

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